30/04/13

GIORNO 186-7: 2 old 2 young

Lo so che mi ero promessa di scrivere una pagina di diario ogni giorno.

Però questo venerdì e sabato è come se fossero stati un unico lungo giorno.

Lavoro-casa di David-lavoro-casa di David-lavoro.

MORTE.

E il bello è che non abbiamo fatto assolutamente nulla perchè Laura una sua amica che sta ospitando ha 17 anni quindi non può andare da nessuna parte.

Venerdì tortelli, vino e siamo andati a casa di amici di David.

La serata è finita con loro che discutevano su telefilm anni 90 e cantavano e io che dormivo sul divano.

Fail di vita.

Sabato non contenti di aver fatto i vecchietti venerdì abbiamo fatto peggio.

Dopo cena ci siamo messi a chiacchierare dei difetti dell' Italia proprio come se fossimo dei vecchietti al bar.

Peccato che siamo expat a Londra, non abbiamo neanche vent' anni e non sappiamo cosa fare delle nostre vite.

Forse è per quello che ai vecchietti piace tanto parlare e lamentarsi un pò di tutto.

'Mo guarda questi giovani qui come si vestono...'

'Mo sai che adesso a quindici anni vanno già in discoteca, bevono e si drogano...'

Perchè alla fine possono criticare quanto vogliono perchè non potranno mai fare di peggio, loro hanno già dato.

Il problema è quando sono i giovani a lamentarsi, quelli che devono ancora vivere, devono ancora ricevere, dare, lavorare, guadagnare.

La nostra è un' età strana.

Difficile.

Sappiamo quello che vogliamo, ma non ce l' abbiamo ancora.

Realizziamo come stanno veramente le cose nel mondo degli adulti e vorremmo tornare in quello dei bambini.

Eppure ogni giorno andiamo sempre più avanti e mai più indietro.

Vivere a Londra ci fa sentire un pò snob forse, un pò tipo 'ma a noi che ce frega dell' Italia?'.

Alla fine fare i menefreghisti è sempre stato più facile.

E a volte mi piacerebbe davvero essere una di quelle persone che alla fine poi non gliene frega tanto.

Ma non ci riesco.

Scappare dalla propria cultura è come scappare da se stessi, impossibile ovunque tu vada.

Fa parte di te e del tuo passato.

E tu Italia tanto odiata tanto amata sappi che a noi giovani italiani sparsi un pò in tutto il mondo ti stai facendo proprio odiare.

Che senso ha avere una casa se non hai voglia di tornarci?

Che senso ha avere una patria se non hai motivi per andarne fiero?

Troppo giovani? Troppo vecchi?

Non lo so.

Il nostro weekend londinese parlando di politica, storia, mafia, istituzioni, culture davanti a tante, troppe bottiglie di vino alla fine non mi è dispiaciuto così tanto.

Se non fosse per i risvegli traumatici del mattino stile 'scendidallettosalisullautobus'.

Ma ormai lavorare in stato comatoso sta diventando la norma e non mi stupisce più.


Tortelli from Reggio.
Grazie Laura <3 


Kiss me hard before you go.
 

Anoressia non portarmelo via.



Momento iperattività.
Venerdì notte alternativi.


Non voglio avere quarantanni solo per la sensazione che proverò riguardando queste foto.
Cosa stiamo facendo delle nostre vite?


David Chiozza e le sue donne.
Tra discorsi importanti e ashtag su instagram.
 Scoprendo che nell ash tag cheap wine David Chiozza c'è due volte solo nella prima pagina.
Life not complete at all.
 
















27/04/13

GIORNO 185: grow up

Sarà la voglia di estate, di mare, di piscina, di sole, di casa, ma in questi giorni mi sta tornando un pò la voglia di tornare.

Il bello è che ogni giorno cambio.

Damiano, il mio collega a cui voglio bene come se fosse mio fratello, mi dice sempre: 'Oh ma ti decidi?!?'

Ma ci sono domande per cui non esiste si o no come risposta.

Esistono emozioni, persone, amici che forse non rivedrai mai più.

Esiste una città che è stata la mia casa per quasi un anno.

Esistono tanti sottili equilibri che da un momento all' altro si rompono.

Nessuna partenza ti renderà felice di partire al cento per cento.

Anche se parti dalla cosa più brutta, ci sarà sempre qualcosa per cui avrai malinconia, ci sarà sempre qualcosa in quello che hai lasciato di cui tornerai ad avere bisogno.

Ripeto, anche brutto che sia, è stato parte della tua vita. 

La domanda 'Sei felice di partire?' è quasi inutile come quella 'Sei cambiata in meglio o in peggio?'

Un viaggio ti cambia così tanto che non esistono le classifiche, non esistono i bonus e i malus.

Per me solo il fatto che sei cambiato è positivo.

Vuol dire che hai lasciato qualcosa là per riportare a casa tua qualcos' altro.

A volte lasci te stesso in alcuni luoghi altre in certe persone ed è proprio quando capita questo che non potrai mai pentirti di essere cambiato.

Quella parte di te che non c'è più sta vivendo in qualcun altro.

26/04/13

GIORNO 184: Picnic

Un gelato agli Oreo, due cucchiai, tre perchè uno la Mari l' ha rotto alla seconda cucchiaiata, il gelato troppo gelato come al solito, tante chiacchiere, delusioni, gioie, ricordi.

Patatine, croissant, briciole.

Una tovaglia per un picnic, due zainetti vintage, uno scoiattolo che nasconde la ghianda.

Alberi, fiori, prato verde, ancora alberi, ancora fiori.

Una mora e una bionda, due frangette.

Una salopette e una lunga gonna a fiori.

Tante foto.

Due sdraio, un lago, le anatre che starnazzano, il rumore del vento, un pannetto a scaldarci.

Un ragazzo che ravvoglie le sdraio che immortala il nostro momento.

Un tramonto da aspettare con due birre in mano e ancora tante chiacchiere.

E' vero a Londra c'è poco tempo per avere degli amici, si è sempre troppo di corsa e troppo lontani.

Ma è vero anche che quando capita è bello il doppio.

Voglio invecchiare così, ascoltando buona musica seduta su una sdraio ad Hyde Park, credendo che siano ancora queste le piccole e grandi gioie della vita.

Ti voglio bene Mari, mi sei mancata.





Se non ci fosse l'inverno, la primavera non sarebbe così piacevole: se non provassimo l'avversità, il successo non sarebbe tanto apprezzato.


I fiori e il sole sono la sola bellezza che renda tollerabile la vita @ Hyde Park
 





25/04/13

GIORNO 183: Regent's Park

Io e Emma ieri ispirate dal sole e dal caldo abbiamo deciso di camminare.

Da Covent Garden, dove Emma ha fatto un interview a Regent's Park, la meta della giornata.

Passando per Soho e Marylebone.

Proprio camminando per le strade di Marylebone ci siamo imbattute nel mmento epico della giornata.

Una fantastica Rolls Royce blocca me e Emma in mezzo alla strada.

Un uomo nero, alto e in giacca e cravatta esce dalla macchina.

Ci chiediamo quale importante business man starà aspettando quella macchina.

Un minuto dopo i cancelli della scuola di fronte si aprono e un piccolo mocciosetto biondo alto un metro e uno sputo salta in macchina.

Non prima che l' autista gli apra la portiera chiedendogli come fosse andata la giornata.

Traumatico.

I ricchi a Londra non sono nemmeno paragonabili ai ricchi italiani.

Come tutte le grandi città tutto a Londra è amplificato.

Il bello e il brutto.

Ma per modi di essere e di agire ho sempre preferito il nero o il bianco al grigio per cui non posso non apprezzare quest aspetto di Londra.

Per farci passare questo trauma del piccolo Chuck Bass ci siamo fatte tutto il pomeriggio a Regent's Park.

L' ennesimo parco che vedo, l' ennesimo splendore.

Tra fiori di ogni colore, laghi e stagni, anatre e cigni, vecchi che leggono e bambini che giocano a Regent's Park ci si può perdere con il pensiero.

Purtroppo a volte ci si perde anche fisicamente.

Mentre guardando la cartina cercavo di capire da che parte arrivasse quella ritardataria di Laura ho incontrato una ragazza che ha lavorato con me durante i miei primi lavori.

Londra sta diventando troppo piccola anche per me a quanto pare



Adoro i palazzi fatti così.

@Regent's Park

 La nostra futura casa.














 La bionda, la rossa e la castana.
Quanto bene che vi voglio <3












24/04/13

GIORNO 182: 30

Qualche giorno comunicavo alla mia migliore amica la mia tristezza nel dover tornare a casa, lei forse presa da un pò di malinconia o forse semplicemente per farmi coraggio mi ha scritto la lista delle trenta ragioni per amare la nostra città.

Volevo risponderle con i trenta motivi per cui voglio restare, ma poi ho pensato che la lista la lascio per quando partirò veramente.

Navigando per caso su internet però ho trovato quella di un altro.

Beppe Severgnini scrive perchè amare Londra in trenta motivi con lode.

Non posso che condividere.


1
Londra è fragile . «The vast mass of London» (© Winston Churchill) è un ecosistema delicato. Il successo degli ultimi anni, ci ricorda The Economist , è dovuto a una serie di circostanze: la liberalizzazione dei servizi finanziari, la globalizzazione di lingua inglese, un buon sistema accademico, una politica relativamente pulita, un’opinione pubblica reattiva, un efficiente sistema legale. Tutte cose da mantenere: e non sarà facile.

2
Londra è attraente . Arrivano gli studenti spagnoli e i turisti cinesi, i finanzieri americani e i cuochi italiani, i musicisti tedeschi e i carpentieri polacchi, i molto ricchi e i molto bravi (negli uffici, negli stadi, nei laboratori).

3
Londra è aperta . Come a New York, un terzo degli abitanti è nato all’estero. L’immigrazione annuale è circa 250.000 persone l’anno. Ma i partiti politici, fiutando l’umore dell’opinione pubblica, propongono di rallentare il flusso. Rischioso, per una città che sulla circolazione di idee e persone ha costruito il suo successo.

4
Londra è multipla . È una città di villaggi: i turisti dicono di saperlo, poi vanno a intasare le strade intorno a Piccadilly Circus.

5
Londra è soffice . «Soft City» è il titolo di un bel libro di Jonathan Raban. Definizione impeccabile per una città che non ha l’impatto monumentale di Parigi, né la grazia antica di Roma e neppure la gioventù di Berlino. Le attrazioni di Londra, città diffusa, sono sparpagliate come fiori in un prato.

6
Londra è rispettosa . L’eccentricità è praticata e riconosciuta. La fantasia nell’abbigliamento – da cui succhiano gli stilisti del mondo – è la prova del rifiuto del conformismo. Non sorprendentemente, i conformisti del mondo arrivano a Londra e si adattano.

7
Londra è classica . Se trovate un amico che vi invita in un «gentlemen’s club», non perdete l’occasione. È bello vedere come Londra conservi alcune regole. Non per pigrizia o ottusità, ma per ricordare cos’è stata e, quindi, chi è.

8
Londra è mutevole. Una città rivoluzionaria che, per vezzo, si finge conservatrice. Cercate il comun denominatore tra Elisabetta II, i Sex Pistols, Margaret Thatcher, il sindaco Boris Johnson e l’architetto Norman Foster: esiste.

9
Londra è indispensabile . La capitale è più produttiva del resto del Paese, e lo sussidia con 15 miliardi di sterline l’anno. Se non fosse per Londra, il Regno Unito sarebbe una meta per pochi intenditori. Un’isola nel mare, e nessuno si sarebbe sognato di scavare un tunnel.

10
Londra è elegante . Abbigliamento classico e stracci floreali, minigonne removibili e scarpe indistruttibili, camicie artigianali e biancheria industriale, divise rosse e cappelli neri: Londra sa sempre come mettersi.

11
Londra è tollerante . Ognuno pensa, dice, fa e veste come vuole. Perfino noi italiani ci adattiamo. Dopo qualche mese di residenza, i connazionali rinunciano addirittura al golfino sulle spalle.

12
Londra è ambiziosa . I Lloyd’s di Richard Rogers (1986) e il Millennium Bridge (2000) di Norman Foster, che poi ha rifatto Trafalgar Square (2003) e costruito Wembley (2007): Londra usa i suoi architetti, Milano ne diffida e li allontana (chiedere a Renzo Piano). Nessuno, dalle parti del Tamigi, può permettersi di bloccare la città con cantieri infiniti.

13
Londra è fantasiosa . I contributi artistici – musicali, letterari, teatrali, cinematografici – mostrano come negli ultimi cinquant’anni abbia avuto, come rivale, soltanto New York. Come New York ha metabolizzato le energie del mondo. Ma forse ha restituito al mondo qualcosa di più.

14
Londra è sensuale . Cinquanta sfumature di grigio: Londra c’era arrivata molto prima della recente parapornografia aeroportuale. Da «Notting Hill» con Julia Roberts a «Half Moon Street» di Paul Theroux: innumerevoli film, libri, canzoni e spettacoli raccontano la città tra sesso e sentimento.

15
Londra è inquieta . Da «London Fields» di Martin Amis a «Rock’n Rolla» di Guy Ritchie: capolavori e tentativi per raccontare una città parallela che i turisti non devono conoscere.

16
Londra è affamata . La trasformazione è avvenuta negli anni Ottanta. La città, che fino ad allora s’arricchiva quasi chiedendo scusa, ha accettato l’imperativo categorico americano: far soldi. Alcuni, come sappiamo, hanno scelto scorciatoie: le banche e la City pagheranno caro, per questo.

17
Londra è mondana . Il culto delle «celebrities» – dal calcio alla Tv, dal cinema alla musica – è la religione moderna di una città sostanzialmente atea. Lo spettacolo quotidiano è garantito. Il rischio, anche (la vicenda di News International lo dimostra, Rupert Murdoch conferma).

18
Londra è cara . Nel senso che le vogliamo bene, e non solo. I prezzi degli immobili, gonfiati dagli investimenti russi, arabi e continentali – anche italiani – sono schizzati verso l’alto: un appartamento è ormai fuori dalla portata di un giovane al primo impiego.

19
Londra è profonda . Il Tube di Londra è la prova generale dei servizi igienici del purgatorio. È immenso e imprevedibile: suoni insoliti s’incrociano con spifferi misteriosi e odori indecifrabili. Ma è anche un esercizio quotidiano di democrazia applicata: usato da tutti, insostituibile e inconfondibile.

20
Londra è abile . Riciclando idee proprie e idee altrui – the House of Parliament è una forma di marketing gotico, il Reform Club è modellato su Palazzo Farnese a Roma -, la città non ha mai rinunciato a impressionare i suoi ospiti. Quando le vecchie idee sono finite, non ha paura di provarne di nuove (The Shard, progettato nel 2000 e inaugurato il 5 luglio 2012).

21
Londra è buongustaia . C’era un tempo – non lontano – in cui nutrirsi era un atto necessario e una prova di buona volontà. Non più: usando la capacità di attrazione internazionale, l’attitudine all’apprendimento e il talento teatrale, la città ha bruciato le tappe gastronomiche. Gordon Ramsay è un alieno, però funziona.

22
Londra è eroica . Raccontava Indro Montanelli: un barbiere, dopo un bombardamento della Luftwaffe, accolse Winston Churchill con un cartello piantato sulle macerie, «Business as usual», si lavora come al solito. Il primo ministro, sigaro in bocca, lodò la tempra britannica. L’eroico barbiere si presentò: «Pasquale Esposito, napoletano». Ci ho pensato dopo l’orrore del 2005: quattro bombe vigliacche nella metropolitana e su un bus, ma i residenti, vecchi e nuovi, non hanno perso la testa.

23
Londra è sobria . Ho conosciuto la città povera degli anni 70, la città grintosa degli anni 80, la città morbida degli anni 90, la città anfetaminica degli anni 00. Questa degli anni 10 non mi dispiace, anzi. Nel 2005 sembrava la sala d’aspetto tra cinque aeroporti; oggi ha imparato la lezione.

24
Londra è abitudinaria . Musei popolari sulla South Bank, ristoranti indiani e luci ipnotiche sul Tamigi. Una marea di bus rossi e taxi neri, quartieri-isole e treni-traghetti, una Oyster Card come salvagente.

25
Londra è consolante . Sunday lunch al Duke’s Head di Putney, e poi la partita del Fulham a Craven Cottage. Cena a Primrose Hill, dove tutti vorrebbero abitare. Un film al «Vue», nello «shopping and leisure complex» di Shepherd’s Bush W12, dove Londra fa le sue prove d’America.

26
Londra è europea . Il vice primo ministro, il liberale Nick Clegg, ammonisce: «Essere spinti ai margini dell’Europa, o finirci volontariamente, equivale al suicidio economico». È così. La posizione è scomoda – esclusi dalle decisioni sull’euro, coinvolti nelle conseguenze – ma Londra senza l’Europa diventerebbe una grande Hong Kong. Senza Cina alle spalle, però.

27
Londra è spettacolare . Un palcoscenico dove tutti sanno recitare. Poi c’è chi lo fa di mestiere, nei teatri, talvolta in musica.

28
Londra è misteriosa . Altrimenti Sherlock Holmes sarebbe nato a Losanna, no?

29
Londra è inclassificabile . «Londonism», lo chiamano. La combinazione tra senso degli affari (di destra?) e spesa pubblica per infrastrutture (di sinistra?), ritualità (conservatrice?) e tolleranza (liberale?), forza dell’establishment (tradizionale?) e passione cosmopolita (progressista?).

30
Londra è matta . Eccentrica, bizzarra, imprevedibile: fate voi. Non vi diciamo perché, per non rovinarvi la sorpresa.







Lode a Londra, quindi, meraviglia imperfetta: dunque umana.


23/04/13

GIORNO 181: weed day

Anche questo weekend passato in casa.

Sto diventando una vecchietta che non ha voglia (o forse solo le forze) di fare niente.

Forse ho solo l' arrivo della primavera.

Il cambio delle stagioni mi ha sempre regalato questa bellissima sensazione di sonno perenne.

CHEFFORTUNA.

E i mie turni non aiutano ad avere una vita sociale degna di defnirsi tale.

Durante il weekend quando sono tutti fuori a fare festa io lavoro.

Questo fine settimana, tra l' altro gran sole, mi sono persa il weed day, che rabbia.

Il 420, pronunciato four-twenty, è una manifestazione nata in America secondo la quale il 20 aprile alle 4 e 20 ci si ritrovi in un particolare luogo della città per fare uso di cannabis, appunto weed in inglese.

Sinceramente non so da quanti anni questa cultura del 420 è arrivata anche a Londra.

Da fare padrone della manifestazione ovviamente Hyde Park, in particolare Speaker's corner, da sempre considerata la patria della libertà di opinione.

Questo evento vuole infatti sensibilizzare il mondo sul problema della legalizzazione delle droghe leggere.

Non avevo mai sentito parlare del 420 prima di quest anno.

Se a Londra cresci a velocità doppia rispetto a molti altri posti del mondo è anche perchè questa città piena di cose, di persone, di eventi, non finisce mai di insegnarti cose.

E tu non smetti mai di scoprire e non sei mai sazio.

E vuoi vedere di più, provare di più, conoscere di più.

Londra sembra sempre che voglia dirti:
'Vivi come se dovessi morire domani e pensa come se non dovessi morire mai.'

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/personaggi-famosi/frase-385

21/04/13

GIORNO 180: homesick

Qualche giorno fa quando la mia migliore amica mi ha mandato questa canzone secondo me non poteva immaginare che fosse così perfettamente mia.

Parla esattamente di me in questo momento della mia vita.

Di me che sono così fottutamente persa nei miei pensieri che mi basta sentire una canzone, una vecchia melodia per pendermi in ricordi lontani o in nuovi sogni.

Comunque perdermi.

Perchè è proprio quando hai nostalgia di tutto che alla fine ti sembra di non avere più nostalgia di niente per davvero...

Perderò delle vendite e il mio capo si incazzerà
ma non riesco a smettere di ascoltare il suono
di due voci morbide, unite tra loro perfettamente,
che escono da questo nastro che ho trovato

Tutte le mattine vedo un ragazzo riflesso nello specchio che mi chiede:
che cavolo ci fai qui?
Rendendo tutte le mie precedenti ragioni diventare sempre meno chiare
Sono andato lontano ed ho bruciato tutti i ponti
Pensavo che nel momento in cui avessi toccato terra
tutte le altre opzioni che avevo davanti a me
si sarebbero appassite di fronte alla lucidità dei miei programmi

E allora perderò delle vendite, il mio capo si incazzerà
Ma ho solo una cosa in testa
cercare scatole sotto il bancone
sperando di trovare in qualche cassetta
una canzone per qualcuno che ha bisogno di cercare disperatamente un luogo,
da qualche parte e averne nostalgia
perchè non so piu' dove sia casa mia

Homesick - Kings of convenience

GIORNO 179: walkin' around

Nuovi e vecchi amici per il mio venerdì off.

Il pomeriggio l' ho passato con Laura, una ragazza della mia età siciliana che ho conosciuto proprio grazie al mio blog.

Poteva essere esattamente uno dei miei pomeriggi a metà novembre.

Uscire con l' idea di dare curriculum, darne effettivamente qualcuno o almeno provare a chiedere e poi arrendersi e finire in un qualche parco o in una qualche piazza a cazzeggiare.

Stesse mie sensazioni.

Sentirsi inutile, sentirsi di voler fare tanto ma di non averne le possibilità.

Continuare a fare colloqui e continuare a sperarci.

C'è poco da dire.

Trovare lavoro a Londra non è più facile come qualche anno fa.

Il pomeriggio è finito a chiacchierare dei nostri problemi da diciannovenni incasinate a St. James Park.

Semplicemente una ragazza adorabile.

Ma dopo i nuovi amici è tempo di rivedere le mie vecchie glorie.

Finally mister Chiozza è tornato in città dopo i suoi soliti viaggi in giro per il globo.

East London chiama.

Sentiamo anche la mancanza della trashaggine di Brick Lane ogni tanto.

Come al solito 1001, il famoso pub al centro di Brick Lane.

Lo consiglio a tutti, considerando però che a mezzanotte vi cacciano via a calci nel sedere quindi preparatevi un piano b per il fine serata.

Cosa che ovviamente noi non abbiamo fatto.

Ma se da bravi italiani arriviamo alle dieci e mezza non possiamo tornare a casa a mezzanotte.

E quindi?

Dopo aver girovagato un pò seza meta tra le discariche e le viuzze dell est londinese ci siamo incamminati verso quella ce doveva essere la nostra fermata dell' autobus a aldgate.

Ma poi ci siamo detti: perchè non contnuare a camminare?

Due deficienti e un antico vaso da portare in salvo.

Dopo due ore di cammino siamo arrivati a Trafalgar, sembrava un' apparizione divina.

Perchè andare in palestra o fare ginnastica quando puoi camminare per Londra tutta notte?

L' importante è che ci sia sempre una cabina telefonica o un cassonetto della spazzatura dietro cui fare pipì, poi tutto il resto va bene.





 David's friend @ 1001


'90 love @1001



adoro forever @1001


Dai pelle portiamo a casa sta sedia? 
Una sedia? Ma come la portiamo?
Ok dai la sedia un' altra volta, ma il vaso lo voglio! 

...


Dieci minuti dopo era iniziato il nostro cammino con l' antico vaso da portare in salvo


 murales@ Brick Lane


 Pisciando dietro dei cassonetti con un vaso rubato dall' immondizia in mano mentre il tuo amico conversa con uno sconosciuto su come mangiare un cucchiaio di miele e caffè aiuti a prevenire il cancro.

 Cosa stiamo facendo delle nostre vite?


Finally, arrived.
Trafalgar.
Satisfaction.

19/04/13

GIORNO 178: Unreal life

Quante volte mi è capitato di accendere la televisione e vedere Londra.

Film girato a Londra, programma su londra, collegamento giornalistico da Londra.

Londra è pur sempre la capitale di uno degli stati più potenti del mondo.

Da abitante adesso mi capita più di una volta di provare la sensazione di vivere in un film.

La polizia ti ferma mentre stai per attraversare la strada.

Blocca tutti gli autobus.

Nel caos ti chiedi perchè, ti giri un attimo e c'è un corteo di moto che scortano una macchina blindata.

UNA.

Mezza Londra si ferma perchè un principe, un politico o chissà chi deve attraversare Piccadilly Circus.

Qualche giorno fa c'è stato il funerale della Thatcher, stessa storia.

Io mi sono evitata la zona rossa però l' ho attraversata sul bus prima dell' inizio e faceva davvero impressione.

Transenne ovunque, pieno di persone.

Ancora una volta ho provato la sensazione di vivere in un film.

Essere al centro del mondo per certi versi può essere divertente, per altri non affatto.

Da brava grande città Londra è quasi perennemente in allerta terrorismo.

L' altra sera parlavo con la mia landlady che abita qui da sempre delle bombe a Londra.

Quelle del 7/7 sono solo le più famose, ma purtroppo gli episodi sono stati numerosi.

Terrorismo, folli, qualche volta si sa qualche altra no.

L' unica cosa certa è che una bomba a Londra (o a Boston) farà sempre più scalpore che migliaia di  morti in India o in Pakistan e le persone che le mettono queste bombe lo sanno.

Domenica Londra non si ferma, la maratona si correrà lo stesso.

Ci sarà anche il principe Harry, come previsto, come si sapeva, come se nula fosse.

Le bombe di Boston non fanno cambiare di una virgola l'organizzazione della Maratona di Londra che si corre domenica.

Verranno osservati 30 secondi di silenzio all'inizio della maratona e i partecipanti indosseranno una fascia nera al braccio in segno di lutto.

Insomma, “business as usual”, tutto come sempre, perché la Gran Bretagna mai e poi mai fornirebbe l'immagine di un Paese che si fa condizionare dalla paura.

GIORNO 177: Parks' tour

Finalmente dopo quasi quattro mesi rivedo la Michi.

La mia compagnia di casa, di stanza, di vita nei miei primi mesi londinesi.

Da gennaio si è trasferita a Reading e le poche volte che tornava in città non riuscivamo a beccarci.

Londra insieme a tante chiacchiere più che necessarie ci ha regalato anche un gran sole.

Quale quartiere è migliore di Mayfair per una passeggiata in tranquillità, tra boutique eclettiche, palazzi lussosi e giardini ovunque...

Parlare con la Michi mi ha fatto tornare in mente tutta quella che era la nostra vita quattro mesi fa.

E' strano come il tempo sembra sia passato in fretta eppure mi sento totalmente diversa da com' ero 'allora'.

Questo è stato l' anno più veloce della mia vita eppure se ripenso all' inizio mi sembra una vita fa.


Michi @ Mayfair


@ Grosvenor Square Garden


  














tipica casetta @ Mayfair

Salutata la Michi a Marble Arch mi restava ancora metà della mia giornata off da riempire e il sole stranamente conitnuava a splendere.

Volevo vedere i musei di Kensington, ma nella fretta ho preso l' autobus che andava nell' altra direzione e mi sono trovata a Battersea.

Tempo di scattare queste poche foto e sono tornata indietro perchè non era la mia destinazione.

Ma per la serie 'E' bello anche perdersi a Londra' ho scoperto una zona che adoro.

Silenziosa, fuori dal centro, eppure vicina a tutto, le case tra il Battersea park e il Tamigi mi lasciano molta invidia.

Le persone con il laptop sul balcone con i fiori, sapeva molto di casa al mare.


 







Finalmente sbarco dall' autobus giusto in quella che a mio parere è forse la zona più caratteristica di Londra.

Kensington.

Sarà che è un quartiere molto ricco, ma di quella ricchezza così grande che non ha bisogno di apparire.

Insomma K. è uno di quei posti in cui anche se ti impegni fai fatica a trovare qualcosa che non va.

Hde Park a due passi, musei, teatri, ristorantini tipici, ben collegata e decisamente centrale.

Passeggiare per le strade di Kensington è una cosa che consiglio a chiunque in una giornata di sole.

Tra una cosa e l' altra arrivo davanti al primo museo sul mio cammino, quello delle scienze, e lo trovo chiuso.

Erano le cinque. 

Stessa storia per le sceinze naturali, al Victoria Albert non ci ho nemmeno provato.

Magari prima o poi riuscirò anche a vederli.
 

@Royal Albert Hall

@Kensington





Tanto per non farmi mancare nulla sono anche entrata all' Imperial College.

Il terzo college più prestigioso dopo Oxford e Cambridge.

L' aria era densa di punti interrogativi e le strade che collegavano i vari campus erano pieni di orientali che sembravano tutti mega cervelloni.

Chissà che non ho incrociato un futuro premio nobel.

Il mio unico pensiero è stato: voglio fare il master quiiiii!

Peccato che abbia scoperto che è solo scientifico.


@Imperial


Mancava solo una cosa nel mio pomeriggio relax: una biciclettata.

La bici è una delle cose che davvero mi manca dell' Italia e soprattutto in giornate così.

Cosa aspetto? Affitto una Barclays.

Certo che nella terra di sua maestà i ciclisti non hanno vita facile.

Non esistono le ciclabili quindi devi correre nel traffico tra taxi, bus, macchine e scooter delle pizze a domicilio.

Io che la bici la vedo prima di tutto come un passatempo ho raggiunto velocemente Hyde Park e mi sono goduta una biciclettata un pò più relax.



@Park Lane


@Hyde Park


























Dopo aver corso tutto il giorno mi godo il tramonto su una sdraio ad Hyde Park leggendo un bel libro.

Esattamente come quando sei in spiaggia e arriva la sera, il vento inizia a fare freddo e sai che devi tornare a casa, ma sei calamitata dal momento di relax.
 
Londra in primavera, amore eterno.


writers @camberwell green