31/01/13

GIORNO 100: Chelsea-Reading

Più di un mese fa mi cacciavano da quello stadio inventando cose che non avevo fatto per questioni che ancora non riesco a capire.

Sarà che sono proprio al verde, ma ieri ho deciso di andarci a lavorare anche se mi ero promessa il contrario.

I super boss dello stadio che mi avevano licenziata li ho semplicemente ignorati.

Mentre i miei responsabili come al solito sono delle persone fantastiche.

Ieri il mio responsabile, Ray, mi ha detto: 'Oggi fai tu la responsabile visto che ormai lavori qui da tanto'.

Non ero nel mood giusto ed ero convinta che non fossi abbastanza capace con l' inglese per farlo e alla fine l' ho fatto fare a Pablo, un mio collega spagnolo simpaticissimo.

Sarà per la prossima volta, sperando che ci sia.

Era più di un mese che non lavoravo e per quanto sia stato stancante uscire di casa a mezzogiorno e tornare alle tre di notte è stato bello.

Il merito va soprattutto ai miei fantastici colleghi e ovviamente a Ray e sua moglie.

Non esiste niente di più bello che lavorare senza pressioni e con dei capi che credono in te.

Forse l' ho già detto, forse non mi stancherò mai di dirlo: adoro questo lavoro perchè mi permette ogni giorno di incontrare persone diverse e tutte con una loro storia.

Ieri la moglie di Ray, una signora più di cinquantenne, a fine giornata ci ha chiesto un pò di raccontarle le nostre storie.

Aveva la faccia malinconica di quella che capisce di aver passato la metà della vita e che vuole rivivere i suoi sogni da ventenne grazie alle nostre parole.

Che siano giovani o un pò meno, neri o bianchi, polacchi, spagnoli oppure scozzesi, non esiste un modo migliore al cofrontarsi con gli altri per trovare il proprio posto nel mondo.


Me and Kayon 


Hungarian friends, my sweetheart 




30/01/13

GIORNO 99: Lasagne

'Dove ci troviamo?'

'Binario 9 e 3/4.'

Speravo che non dovesse mai succedere questa cosa e invece ieri è stato fatale.

King's cross è una stazione enorme. 

Sei linee di metropolina, treni nazionali e internazionali. 

Ovviamente non avevo idea di dove fosse e ho dovuto chiedere a due stuart i quali mi hanno entrambi riso in faccia.

Pensavo fosse abbastanza ridicola come cosa visto la reazione degli stuart.

Invece c'era un sacco di gente.

Tutti fan accaniti del maghetto con gli occhiali tondi, posso supporre.

Alla fine non è niente di che: un carrello incastrato nel muro pronto per il suo viaggio verso Hogwarts.

Anyway, lo scambio è avvenuto.

Chiara mi ha portato il cibo italiano dei miei, tanti libri e anche il suo regalo di Natale.

Davvero troppo carina, grazie.

E' sempre irreale vedere dal vivo qualcuno dei miei vecchi amici.

Ormai li collego tutti a una foto, un profilo facebook, una videochiamata.

Solo immagini e niente forme.

La mia giornata doveva continuare con l' interview da Caffè Nero, ma il centro reclutamento che già è aperto tre giorni a settimana ieri aveva appeso un cartello con scritto: 'Ci scusiamo molto, ma oggi siamo chiusi'.

Sono la pubblicità della sfiga.

Meno male che nel pomeriggio io e la Mari abbiamo sfoderato le nostre doti culinarie e abbiamo preparato delle super lasagne.

Una gioia ogni tanto ci vuole.

E la cucina emiliana sa sempre come tirarti su il morale.




Rimanere dieci minuti bloccati nel nulla e nel buio è possibile.
Normali acciacchi di quella vecchietta (che da poco ha compiuto 150 anni) della tube.


Amazing @ King's Cross Station
 

Grazie alla mia famiglia e a Chiara posso mangiare cibo italiano senza andare in bancarotta.


Grazie Chiara, sei proprio un tesoro :)
 

Io: 'Oggi Emma faccio le lasagne. Quindi iniziamo dal ragù.'
Emma: 'Ma hai pelato le carote?'
Io: 'Ah perchè le carote hanno una buccia? Che ne sapevo. Non ho mai mangiato una carota in vita mia.'
Emma: '....Ok, lasciami aiutarti'
 

Sulla besciamella non ho rivali però.
 

Tadaaaan. Prodotto finito.
Emma, Mari e io da oggi siamo masterchef.

29/01/13

GIORNO 98: Italian Express

Mai stato così duro svegliarsi come questa mattina.

Mi sembrava di avere nel mio stomaco una gazzella intera, ancora viva, che voleva saltellare.

Altro che il cinghiale della Brioschi.

E come mai vi chiederete voi mi sono svegliata con questo male di vivere?

Io e quella pazza della Mari, la mia compagna di stanza ieri notte a forza di parlare di cibo siamo state prese da un attacco di fame improvvisa e abbiamo finito per mangiare pasta al tonno alle quattro di notte.

Per poi collassare sul letto.

Quindi la mia giornata di oggi l' ho vissuta tutto il giorno in compagnia di quel maledetto piatto di pasta che non andava nè su nè giù, ma che restava lì come se volesse ricordarmi di non fare mai più una roba del genere.

Giuro, mai più.

Ho perso tre ore per andare a un interview che alla fine si è rivelata un fallimento.

Dall' invito sembravano promettermi chissà cosa.

Alla fine era un' agenzia di eventi come tutte le altre per cui lavoro che mi avrebbe offerto lavori occasionali e dovevo anche pagarli per fare un training.

No grazie.

Per chi non lo sapesse in Inghilterra è illegale chiedere soldi per questi tipi di servizi.

Ma questo buio lunedì grazie al cielo mi ha regalato uno spiraglio di luce.

La mia cinesina preferita, Chiara Zhang, è venuta qui a Londra qualche giorno e oggi ci siamo viste.

Ringrazio la super collaborazione Zhang/Pellegrini per aver fatto arrivare cibo e libri.

Essenziale.

Perchè quando De Saint Exupery affermava 'l'essenziale è invisibile agli occhi' non aveva mica provato la cucina italiana.





28/01/13

GIORNO 97: Brick Lane Market

Oggi era domenica per davvero.

E se i negozi la domenica chiudono presto e sono poco affollati, questo è il giorno perfetto per i mercatini.

Brick Lane è piena di Vintage market di tutti i tipi.

Costosi o economici, grandi e piccini, colorati o minimali, ce n'è per tutti i gusti.

Ma di questo ne abbiamo già parlato.

La verità è che a Brick Lane la domenica si respira un' aria diversa.

Il Vintage Market della domenica è sacro.

Oggi c'erano tanti turisti e tanti abituè, o almeno questo è quello che si leggeva sulle loro facce o si sentiva dalle loro bocche.

Per un caffè o per dello shopping serio, per una mangiata ai banchetti multietnici o solo per una birra in compagnia.

C'è sempre un motivo per passare la domenica a Brick Lane.

Io non avevo nulla da fare e pensavo di fare un giretto di un paio d' ore in solitudine.

Non mi sbaglio molto quando dico che qui mi sento sempre a casa.

Per caso da Blitz ho incontrato le mie amiche e abbiamo finito per perderci, tra un cappello e una pelliccia, un disco in vinile e una giacca retrò.

Tra vecchi vestiti e nuove amicizie anche questa settimana è finita.


Cibo pseudo italiano mi mancavi davvero.
 Grazie ASDA.






@Brick Lane Market





 






27/01/13

GIORNO 96: ASDA bff

Sarà che venerdì siamo andati a una festa.

Sarà che sabato mattina eravamo due rottami, nonostante avessimo dormito tanto.

Sarà quel che sarà.

Ieri io e David abbiamo vissuto con la percezione che fosse domenica.

E come ogni domenica che si rispetti abbiamo oziato.

L' unica attività che ci siamo concessi è stata andare a fare la spesa.

Non potevo andarmene dal Regno Unito senza aver mai fatto spesa da ASDA.

ASDA è una catena di supermercati low cost nei quali puoi trovare davvero di tutto.

Purtroppo vicino a casa mia non c'è e non avevo mai avuto l' occasione di andarci.

Io credevo di spendere poco per la spesa, poi ho conosciuto David.

La scommessa era fare la spesa di una settimana con dieci pounds.

Lui ha fatto la spesa di due settimane con sei.

E' stata senza dubbio la spesa più divertente della mia vita.

Alla sera eravamo entrambi mezzi ammalati e abbiamo finito per passare il nostro sabato sera in casa.


Cammini per Kingston e non sembra nemmeno di essere a Londra.


Casettine tipicamente inglesi @ Kingston


'David va a fare la spesa': il nuovo programma di Real Time su come mangiare sano risparmiando.
ASDA smart price forever best friend.


Affrontare il primo pasto della giornata alle sei di pomeriggio.
Credo sia il mio record.
fml.

 
 


26/01/13

GIORNO 95: Olivia's bday

Ieri io e la Mari ci siamo alzate davvero a un orario imbarazzante.

E proprio come nei film apri il frigo ed é vuoto.

Terribilmente vuoto.

Non so con quale coraggio e forza di volontà ho affrontato il freddo e ho fatto spesa.

Alle quattro di pomeriggio ero di fronte al primo pasto della giornata.

E visti i tempi di Londra dopo due ore era giá il momento di uscire.

Giusto il tempo di essere aggiornata dalla mia migliore amica di quanto siano limitate le menti di certe persone.

Mai stata più triste l' idea del mio ritorno.

I will survive.

Or maybe not.

Con mezzora di ritardo sono arrivata da David.

E con un' ora e mezzo di ritardo eravamo a casa di Olivia.

Il solito house party che dove a finire in un club, ma quando le proprietarie ci hanno cacciati da casa era troppo tardi per andare a ballare.

Qui i club chiudono alle tre e le entrate all' una.

English way of life.

Cosa ci vuoi fare.

Siamo tristemente tornati a casa, ma non prima delle solito fries.

Un po' fallimentare come serata, ma ci rifaremo presto.

O almeno spero.

È spaventoso come questi giorni stiano volando.






25/01/13

GIORNO 94: Saatchi Gallery

Nell' eventualità che questo possa essere il mio ultimo mese londinese sto cogliendo l' occasione per fare tutto quello per cui amo questa città.

Ieri posso dire di aver (quasi) eliminato un altro punto dalla lista.

E' da quando ci siamo conosciute che io e la Mari ci promettiamo di andare alla Saatchi Gallery.

E ieri che finalmente ci decidiamo ad andare ci presentiamo così in ritardo da non riuscire a vederla tutta perchè ci hanno cacciate fuori prima.

Quando un turista viene a Londra si sente quasi in dovere di visitare i musei 'classici' di questa città.

Il British, la Tate e la Tate Modern, la National Gallery..

Londra in realtà è piena di pinacoteche, mostre temporanee e in generale luoghi all' insegna dell' arte.

Vecchia e nuova.

La Saatchi Gallery è uno di questi posti, sconosciuti al turista medio.

Si trova a due passi dalla stazione di Sloane Square, nel ricco quanto appariscente quartiere di Chelsea.

Non farete fatica a riconoscerla.

Si tratta dell' immensa residenza del duca di York, giusto 6500 metri quadri di edificio.

Senza contare il parco gigante su cui si affaccia.

La galleria è composta da 15 sale, una più stravagante dell' altra.

La Saatchi Gallery non è semplicemente una galleria d’arte contemporanea.

Il suo obiettivo è anche dare spazio agli artisti che non sono ancora stati celebrati dalla critica e ai lavori che non sono esposti nelle mostre più prestigiose.

In altre parole, le opere che sono qui non le troverete alla Tate!

Sarà che sono sempre stata un' amante di tutto ciò che non è popolare, che non è regolare e conforme ai canoni della massa.

A me la Saatchi Gallery è piaciuta moltissimo.

Sono luoghi come questi che mi fanno innamorare di Londra.

Dove non conta come ti chiami o cos' hai fatto in precedenza nella tua vita, ma conta quello che sai fare ora.

E' solo viaggiando che ti rendi conto di quanto fossero limitati i tuoi orizzonti fino a quel momento.

E di quanto lo siano ancora quelli di coloro che hanno preferito la sicurezza, la monotonia, la 'normalità'...

Non si viaggia mai abbastanza come del resto non si finisce mai di imparare.





 Credo di amarvi.


24/01/13

GIORNO 93: Brick Lane Gallery

La mia giornata di ieri è iniziata con la Mari che diceva c'è un sacco di posta Pelle! Smistala tu! 

In effetti c'erano nove lettere dalla Barclays, ma smistarle è stato facile.

Erano tutte per me.

Mi è venuto un infarto.

Pensavo mi dicessero che avevo finito i soldi e volevano chiudermi il conto o cose simili.

Invece sti babbei mi hanno mandato nove lettere uguali per dirmi che mi avevano cambiato il pin di accesso e mi spiegavano come fare.

(Colgo l'occasione per dire a futuri expat che la Barclays offre un ottimo servizio, soprattutto per chi fa un' esperienza come la mia. Ti apre il conto senza bisogno di gran cifre dentro e soprattutto di gran garanzie. Devi praticamente solo dimostrare che vivi su suolo britannico (sotto un ponte non vale).
Ti mandano ogni settimana a casa l' estratto conto e tutte le comunicazioni del caso.
La burocrazia è chiara e comprensibile a chiunque, insomma ve la consiglio.)

Errore della Barclays a parte la mia giornata è proseguita come un po' tutte le mie giornate dell' ultimo periodo.

Qualche curriculum online e un po' in giro tra St. Paul e Notthing Hill.

E' stato abbastanza traumatico per il semplice fatto che sono uscita proprio dalle cinque alle sette.

Perchè qui non c'è l' ora di punta, ci sono le ore.

Sulla Central Line ho dovuto aspettare il quinto treno perchè quattro erano troppo pieni e sul quinto sono entrata, ma ero una cosa sola con la porta.

Quando ero sulla strada del ritorno mi ha chiamata la Mari, la mia coinquilina, per dirmi che a Brick Lane c'era una mostra.

Sembrava interessante? Perchè no?

Devo ammettere che la cosa più interessante della mostra è risultata il vino che offrivano, buonissimo.

E soprattutto la collega giapponese della Mari, una mini bambolina.

La nostra serata è finita in un caffè carinissimo dove siamo andate alla ricerca di un bagno.

Quel bellone del barista non solo ci ha fatto entrare nonostante fosse già chiuso, ma ci ha anche offerto un  sacco di croissant.

A Brick Lane mi sento sempre a casa, ma nonostante tutto non finisco mai di scoprire posti nuovi.




Un risveglio alternativo.







Adoro quella cupola che fa da padrona dei cieli di Londra 


@Brick Lane Gallery





 tante risate@Brick Lane


Thank God, Crepes exists

23/01/13

GIORNO 92: Trocadero Underground

Quando vi dicevo che non si finisce mai di conoscere Londra non avevo affatto tutti i torti.

Ieri ho visto Gabbo, un nostro amico italiano che è venuto qui una settimana in vacanza.

Sul volo  d' andata ha parlato con una ragazza che gli ha consigliato di andare al London Trocadero, essendo lui un fanatico della break dance.

Io non solo non ci ero mai andata, ma non ne avevo nemmeno mai sentito parlare prima.

London Trocadero è un centro commerciale nel cuore di Londra, tra Leicester Square e Piccadilly Circus.

Bancarelle e negozietti che vendono cose inutili per turisti presi dalla euforia costituiscono la parte principale del posto.

Se non fosse che al piano sotterrano, il Trocadero Underground appunto, sia popolato da ballerini più o meno professionisti.

Chiunque, compresa quell' incapace della sottoscritta, può andare e ballare, o anche solo guardare insomma.

L' hip hop e la break dance fanno da padroni, ma non è tutto.

Ieri c'erano anche due ballerini di contemporanea che si allenavano con le cuffie, per sentire ovviamente la loro musica e non quella che risuonava dai mega amplificatori dei breaker.

Ma la scena più bella senza dubbio è stato il tipo in giacca e cravatta che a un certo punto mi è passato di fianco.

Si è perso? E' solo di passaggio? Cosa ci fa vestito così in questo posto?

La risposta era molto semplice.

Ci faceva esattamente quello che fanno tutti.

In due minuti si era cambiato ed era un perfetto breaker, anche molto capace.

Ma alla fine ripensandoci io stessa mi sono cambiata in giro o sulla tube tante volte, nulla di strano.

A Londra se non ottimizzi i tempi sei finito.

Il circolo vizioso del 'fare tanto in poco tempo' all' inzio ti sembra assurdo e stressante, ma alla fine, quando diventa automatico, è come se non potessi più farne a meno.

@London Trocadero
 
 









Le mie foto non sono un granchè, me ne rendo conto.
Queste qui fanno capire un pò meglio che tipo di posto è.
Enjoy! 






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