28/06/13

GIORNO 248: Consulate

Troppi saluti nel mio giorno 248.

Come è successo troppe volte in questi otto mesi sono rimasta a dormire a casa di David, senza David, nel letto di Chloe, che non ho capito dove sia finita.

Non avevo le forze di tornare a casa.

Bye Bye Valentina and Will! (i coinquilini della mia scond home)

Devo correre al Consolato altrimenti non vado da nessuna parte.

Evidentemente ho la faccia simpatica perchè il carabiniere e la segretaria all' ingresso mi hanno trattata benissimo, a differenza di tutti gli altri che stavano aspettando.

Ciò non toglie la mia ora di fila tra le varie scartoffie.

Foto tessera, prenotazione del volo, denuncia di smarrimento della polizia, denuncia dell' ambasciata (perchè una non basta), fotocopia della carta d' identità.

Il carabiniere compiaciuto sorride: 'C'è tutto!'

A questo punto mi stavo già immaginando lui che mi dà il mio documento e io che trallallero trallallà torno a casa.

Era troppo bello...solo un' ora!

Sempre sorridendo mi dice: 'Puoi andare in sala d' attesa, da quella parte!'

...ma non era questa la sala d' attesa?

No!

La sala d' attesa è un salone con settanta persone di cui almeno dieci bambini rompicazzo che urlano e piangono.

Ciò significa che ci sono settanta persone con altrettanti problemi burocratici da risolvere prima di me.

Poi giusto perchè la fortuna è sempre dalla mia parte il consolato italiano avrebbe cambiato sede il giorno dopo.

'Siamo spiacenti per i ritardi, ma siamo in fase di trasloco e il sistema è lento.'

Che cacchio vuol dire?

Va bè, aspettiamo.

Gente che sbuffa, bambini che urlano, genitori che sgridano.

Due ore dopo una biondina con la faccia da 'so tutto io' chiama il mio nome.

Vedo la luce in fondo al tunnel.

'Controlli i dati sul documento che lo convalidiamo'.

'Tutto a posto. Sono io!'

'Benissimo. Sono un pound e venti per la cortesia!'

Ma io dico è il tuo lavoro che cazzo significa 'la CORTESIA?'

Chiedimeli per la stampante, per il documento, per la tassa, non lo so inventa qualcosa.

Incredibile come noi italiani riusciamo a trovare sempre la parola sbagliata al momento giusto.

Poi la sfiga vuole che io non ce li ho un pound e venti in contanti.

Siamo in Inghilterra e qui si usa sempre la carta.

Ma al consolato italiano NO! 

Noi dobbiamo essere diversi...sempre i più scemi!

Sempre la biondina stizzita mi invita a farmi venti minuti a piedi all' andata e venti al ritorno per raggiungere l' ATM più vicino e prelevare. 

Il ragazzo che era stato seduto di fianco a me per tutte le due ore di attese mi ha dato i soldi per pagare il mio cavolo di documento.

Poi si sveglia la bella addormentata nel bosco dello sportello di fianco e dice: 'Perchè non hai pagato con la carta?'

Perchè in realtà anche se stavano traslocando, anche se non so a cosa stessero pensando, la macchinetta delle carte funzionava, perchè le macchine funzionano.

Quello che non funziona sono loro.

La prossima volta non chiedetemi soldi per la cortesia se siete tutto fuorchè cortesi.



Pre serata a Brick Lane: tra esibizioni e vino.







love wins.


i più belli.
Bea e Michael



bye bye Blitz girls. 
forever love you.
Shion, Bea, Mari, Marti.





'Ciascuno mostra quello che è dagli amici che ha.'
Io sono stata proprio fortunata.

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