20/06/13

GIORNO 238: banks

Dopo otto mesi che vivo qui entrando in banca ho realizzato che anche le banche sono completamente diverse da quelle italiane.

Probabilmente sarà perchè non avendo mai avuto un conto corrente in Italia non ci sono andata spesso in banca.

Giusto una qualche volta con mio padre.

Assurdo come non ci abbia mai pensato a queste cose.

Prima differenza: nessun controllo all' entrata.

Ovviamente videocamere (ma qui ci sono ovunque, quindi non conta).

Ma porte normali.

Come quella di casa.

Niente porte blindate, bloccate, che ruotano, robe del genere.

Entri in banca come al supermercato.

Anche la banca più sfigata ha almeno uno o due computer su cui eseguire le operazini base per il quale normalmente ti servirebbe un impiegato.

(A parte che volendo le stesse cose le fai anche online, ma direi che la banca online funziona bene anche in Italia.)

L' altra differenza abbastanza notevole riguarda gli impiegati stessi.

Prima di tutto sono vestiti decisamente in modo più normale.

Non come se si dovessero sposare tutti i giorni.

Quelli della Barclays per esempio sono tutti sui toni del nero o dell' azzurro.

Ma vedi tranquillamente persone con la camicia a maniche corte, senza cravatta o ovviamente senza giacca, che è quasi strano vederla.

E soprattutto si atteggiano come persone normali, probabilmente anche per un cultura diversa.

E' diffusa la mentalità che lavorare in banca è un lavoro esattamente ocme tutti gli altri.

In Italia invece c'è ancora gente che ucciderebbe per lavorare in banca.

Va bè, chi li capisce.

L' ultima cosa che mi ha colpita è stato Chris.

Chris è l' impiegato della banca che mi ha servito oggi.

Di colore e sotto la trentina, età nella quale in Italia se non hai migliaia di conoscenze non ci lavori in banca.

Ma soprattutto con un enorme tatuaggio su tutto il braccio e ovviamente la camicia a maniche corte.

In Italia è già tanto se ti prendono a fare il commesso con un tatuaggio.

'Eh no, non deve essere visibile'.

Ma che cacchio di pregiudizi sono oh?'

Ce la facciamo a capire che l' importante è quello che c'è dentro la testa?

Perchè un ragazzo di vent' anni non può avere un lavoro perchè ha un tatuaggio sul collo?

Del resto la gente che ha rovinato questo mondo ha la cravatta, non i tatuaggi.

Nessun commento:

Posta un commento