02/05/13

GIORNO 189: recycling

Stavo pensando a dove stampare il biglietto per il concerto di martedì sera quando ho letto la mail.

Alla fine di tutti i dettagli diceva in stampatello: RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI CARBONIO.

Non stampare il biglietto.

Evitando di stampare il biglietto stai riducendo le emissioni di carbonio dovute al biglietto di 42 volte e di più di 100 volte se te l' avessimo mandato a casa.

Pensa solo che potremmo riempire l' O2 Arena (20000 biglietti) ed emettere meno carbonio di una serata in un locale da nemmeno 200 posti con biglietto stampato.

Queste che sembrano cazzate in realtà sono cose apprezzabili.

Londra da brava metropoli non può avere i livelli di efficienza di una piccola cittadina in termini di riciclaggio ed ambiente.

Però il bello è che ci prova.

I cassonetti per le strade sono quasi sempre doppi.

Ricicla di qui, butta alla caccho di qui.

Poi a volte bisognerebbe anche riciclare i cervelli di quelli che buttano tutto a caso, ma queste è un latra storia.

Una nuova frontiera del riciclaggio londinese sono gli Smart bins, i pattumi intelligenti fondamentalmente.

Sono cassonetti con uno schermo lcd interattivo su cui è possibile leggere le ultime notizie: economia, politica, ma anche i dati sulla qualità dell' aria.

Presto, inoltre, forniranno anche informazioni sullo stato del cassonetto, sul livello e la tipologia di rifiuti presenti e saranno dotati di hot spot wi-fi in modo da rendere i dati non solo accessibili a tutti ma anche consultabili ovunque.

I cassonetti smart bins sparsi per Londra sono costati alle casse municipali circa 600mila euro e attualmente sono in fase di sperimentazione anche a New York, Los Angeles e Tokio.
Per quanto riguarda le abitazioni sia dov'ero prima che dove vivevo ora usavamo due sacchetti diversi: uno riciclaggio e uno non riciclaggio.

E' difficile trovare i grossi cassonetti in mezzo alla strada come in Italia.

I palazzi grossi hanno i loro spazi apposta, le case singole hanno il giorno fissato per lasciare la spazzatura fuori.

Per i negozi uguale.

Il mio capo paga due pound e mezzo per ogni borsa di spazzatura che buttiamo.

Ogni mattina qualcuno viene a raccogliercela e qualcun altro (direi meno fortunato) la controlla e la smista a seconda del riciclaggio delle cose.

Ma che niente a Londra fosse gratis lo sapevamo.

O forse esiste un rimedio.

Il mio capo mi parlava di un fenomeno già diffuso in molti stati del mondo che da qualche anno sembra diventato moda anche a Londra.

Organizzazioni più o meno ufficiali si offrono di raccogliere i rifiuti (di qualsiasi tipo) gratuitamente o addirittura pagandoti nel caso dei rifiuti ingombranti perchè poi ne ricavano dalla vendita dei vari pezzi.

In tempi di crisi perchè no?

E poi è tutta energia e denaro risparmiati. 


3 commenti:

  1. Ciao, mi mancava il tuo diario quotidiano:-)
    Qui in Italia purtroppo siamo troppo in arretrato per quanto riguarda la raccolta differenziata.
    Pochi anni fa ho trascorso una vacanza in appartamento (zona Acton) ed una delle prime istruzioni da parte della proprietaria è stata quella della raccolta differenziata. Non c'è niente da dire, Londra sarà sempre molto più avanti rispetto a noi:-)
    Buona giornata Francesca:-)
    Un abbraccio, Emanuela

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  2. Ti dirò non so da quale parte dell' Italia provieni tu, ma dalle mie parti funziona molto bene e parlando con un mio amico di Treviso ho scoperto che lì funziona ancora meglio...
    In una città grossa è davvero dura però si stanno impegnando e anche a Londra sembra che si ottengano risultati.
    L' unico problema è che non c'è ocntrollo, sta tutto nel buon senso dei cittadini.

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  3. Io dalla provincia di Bergamo (la fantomatica padania x gli stronzi dei leghisti ahaha). Da noi funziona abbastanza bene, separiamo tutto ma purtroppo siamo anche circondati da gentaglia che per risparmiare sul costo dei relativi sacchi, abbandona ovunque di tutto. Che tristezza:-(
    Si potrebbe fare molto di più. Anch'io come molti altri sto aspettando tempi migliori.
    Good luck ed ora scappo al lavoro.
    Un bacione, Emanuela

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