18/04/13

GIORNO 176: dinner

Tornare a casa e trovare la cena pronta è sempre un piacere.

Ma da bravi italiani lo sappiamo che il cibo è solo una scusa, una scusa per stare insieme.

E io che pensavo fosse così in tutto il mondo.

Qualche giorno fa al lavoro David mi ha raccontato che in Polonia sua madre cucinava ognuno si prendeva il piatto e se lo andava a mangiare nella sua camera facendosi i cavoli suoi.

Devo ammettere che anche io certe volte vorrei farlo, ma non potrebbe mai essere la routine.

Qui a Londra ognuno abbia i suoi tempi, i suoi ritmi e ai ritmi dello stomaco non si può comandare.

Ma nonostante questo cerchiamo sempre di mangiare assieme, in due, in tre.

Ieri sera abbiamo fatto le cose in grande.

Damiano, il nostro collega, e la sua ragazza sono venuti da noi e Mina ha cucinato il risotto alla pescatora.

All together!

Con anche Ola, la nostra fantastica landlady, che come al solito ha dato spettacolo con i suoi discorsi.

Il bello in tutto questo è che in cucina non abbiamo un vero e proprio tavolo.

Abbiamo un mini tavolino e due sgabelli.

Ecco tutto.

Ma ci siamo arrangiati con i puff e le sedie di vimini del salotto.

E nonostante fossimo tutti ad altezze diverse la cena è riuscitauna meraviglia.

Perchè l' importante ancora una volta, prima del cibo e prima del tavolo, sono gli amici con cui spendi il tuo tempo.

E anche a Londra, nonostante la fretta, bisogna trovare il tempo di essere amico.


Mina, Damiano, Elisabetta e Maria in tenuta casa.


Antipasto con panorama.


Risotto alla pescatora e tutti i cattivi pensieri se ne vanno.
 

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