05/04/13

GIORNO 163: one-way

Questo mese senza David è proprio rehab totale.

Giorno off è diventato sinonimo di relax e non di hangover.

L' attività più impegnativa della giornata è stata andare a fare spesa a cinquecento metri da casa mia.

Ma solo perchè non avevo più nulla, ma nulla nulla.

La novità della giornata è l' arrivo di due nuove coinquiline che per me non sono affatto nuove.

Mina e Maria, le mie due colleghe, condividono l' altra stanza della casa.

Ho approfittato della mia pausa dal lavoro e della mia assenza di voglia di vivere per guardare qualche video.

Mi sono innamorata del documentario 'Saviano racconta Saviano'.

Uscendo un pò dai soliti discorsi strettamente riguardanti la mafia è interessante il suo discorso sulla vita sotto scorta e soprattutto sulla scrittura.

Scrivere in un qualche modo ti fa vivere di più.
Cioè, tutto quello che fai, tutto quello che vivi, ti serve per poterne scrivere.

Quanta verità in queste due righe.

E ancora la canzone 'Fathers and sons' di Eviatar Banai che sempre Saviano cita nel video.

Padri e figli, nonni e nipoti,
una madre con il cuore che scoppia, 
a chi deve dare la colpa?
A chi devo dare la colpa?
Chi verrà separato da chi?
Un padre piange per un figlio che piange per un padre.
Tra poco vorrei che te ne andassi.
Non avrò paura di cadere.
Non avrò paura di crescere.
Di affogare o di nuotare.
Di vivere o di morire.

La mia giornata tranquillità è stata turbata solo dalle paturnie da prenotazione del volo.

Nonostante torni quest' estate ho già prenotato perchè i prezzi sono folli.

E nonostante sia ancora lontano mi mette già un pò di malinconia.

Ora è tutto così reale.

Torno a casa.

Il brutto di ogni inizio è che un qualcos' altro deve finire.


  

Voi fate quello che vi pare.
Io mi godo il tramonto dal mio balcone.


  

Fatto.
E ora non si torna indietro.
ONEWAY.


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