01/01/13

GIORNO 70: NYE

Il capodanno più assurdo di tutta la mia vita.

E credo ci vorranno anni per eguagliare il primato.

Ma partiamo dall' inizio.

Siamo a Londra, perchè non andare a vedere i fuochi?

Sul Tamigi poi dovrebbero essere fantastici, sullo sfondo del Big Ben e del London Eye.

Bene.

Ora vorrei sapere quanti milioni di persone hanno pensato la stessa cosa.

Io, giuro, di non avere mai visto così tante persone assieme.

E' ovvio che non pensavo di essere l' unica pirla a Londra, ma una cosa così è davvero difficile da immaginare.

Già alle dieci hanno iniziato a chiudere le stazioni nei dintorni dell' area dei fuochi e la parola d' ordine era diventata a tutti gli effetti 'keep walking'.

Ogni stuart a cui chiedevo mi rispondeva solo continua a camminare, segui la massa, segui le direzioni.

Ce n'era sempre una sola.

Migliaia di poliziotti e stuart direzionavano le persone verso luoghi e spazi ancora vuoti.

E così si riempivano.

Le piazze, le strade, i ponti, uno dopo l' altro diventavano una distesa di uomini ed era impossibile muoversi.

E dalle undici anche i cellulari hanno iniziato a smettere di funzionare come si deve.

E tutto questo in totale e assoluta solitudine.

Sono uscita prima dei miei coinquilini per andare a prendere le mie migliori amiche.

Semplicemente per cosa? Per perdere tutti e due.

E la beffa è che loro si sono trovati per caso.

E io continuavo ancora a camminare.

Ho visto posti mai visti e ho visto tanti posti già visti, ma irriconoscibili.

Quasi tutte le fermate della tube erano irriconoscibili.

All' uscita c'erano transenne ovunque che bloccavano l' accesso alle strade più trafficate.

In fila per entrare (o uscire dalla metropolitana), aspettando di poter fare una chiamata, o di riuscire a inviare un messaggio, seduta per terra ho conosciuto tantissime persone.

Un ragazzo newyorkese con cui ho fatto un bel pezzo a piedi mi ha anche regalato un dollaro perchè così io possa ricordarmi della mia avventura.

Forse non aveva capito che visto il livello di disagio non l' avrei comunque mai potuta dimenticare.

In questa infinita corsa contro il tempo, i cellulari che non funzionano, le strade affollate ho deciso di uscire dalla tube almeno per la mezzanotte.

Ho contato gli ultimi dieci secondi del 2012 davanti alla cattedrale di St Paul con circa tre migliaia di sconosciuti, ho visto qualche pezzo di fuochi artificiali tra un edificio e l' altro e mi sono rimessa in cammino.

Non ricordo a che ora sia riuscita a trovare gli altri, ma è stata una grande soddisfazione.

Siamo finiti a Leicester Square in cerca di un locale, ma era troppo tardi e tutto pieno.

Così siamo rimasti lì, mangiando pizza per strada e maledicendo la pioggia battente.

La serata è stata rianimata da un cantante di strada con cui ci siamo messi a cantare radunando un bel pò di gente.

Se ci ripenso è stato tutto davvero surreale.

Non lo rifarei ecco, ma di certo non lo dimenticherò mai.

Anche a capodanno, ancora una volta Londra dimostra a pieno la mia filosofia delle pillole.

Ho visto strade di corsa o attraversato piazze velocemente, ho conosciuto tante persone per pochi secondi, giusto qualche indicazione, happy new year e ciao!

Persone e luoghi in pillole.

Ma come una pillola è piccola e racchiude in sè un potente medicinale anche il mio capodanno è stato un concentrato di emozioni.

Piccole, passeggere, diverse, assurde, ma comunque forti.


I fuochi d' artificio che non ho visto (photo by Arianna)


Questa era la stazione di Temple, lascio a voi il giudizio.


Disagio in metropolitana


Disagio ancora più grande


Stuart, stuart everywhere


Rooooor


Sei la più bellissima del mondo, anche se ti piacciono gli stegosauri <3 


Love


Finally togheter. 


Questa era Londra ieri notte.


Le strade di Londra.


Singing in the rain, peaceful moment.


Leicester square, second home


Facce da cazzo on their way





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