31/12/12

GIORNO 69: bbf

Ieri giornatina impegnativa.

Il nostro contratto con la casa scadeva oggi quindi abbiamo dovuto fare i bagagli.

E quando condividi una camera di quattro metri per tre con altre due persone non è mai facile.

Una quantità di cose assurde.

Poi sarà che non sono molto ordinata, sarà che ho poco tempo per esserlo tra le mie cose c'era un casino assurdo.

L' Emma mi ha fatto giustamente notare che io sono stata la prima a iniziare e l' ultima a finire.

E poi l' altra news del giorno è l' arrivo delle mie migliori amiche.

Finalmente.

Stanotte abbiamo dormito tutte felicemente nella mia dolce casetta, da oggi stanno in ostello.

E io?

Io starò abusivamente nella mia casa per qualche altro giorno.

Poi dal 3 ho firmato un nuovo contratto sempre qui.

Gli altri?

E' arrivato il momento di dividerci.

Federico va con altri nostri amici in una casa a cinque minuti dalla mia.

L' Emma invece parte per South London, si tratta bene lei.

Se sono triste?

Bè, insomma, ho condiviso con loro gli ultimi due mesi della mia vita.

Come succede sempre a Londra nel bene e nel male, ma comunque assieme.

Ma per ora sono troppo di buon umore per l' arrivo delle mie amiche per pensare a cosa succederà quando ripartiranno.

Mi godo questi quattro giorni intanto, il resto si vedrà.

30/12/12

GIORNO 68: crazy life

Ieri giornata tipicamente 'London crazy life'.

Sveglia tardi (ormai è un must), giusto per pranzo e poi giro in centro.

Che finisce sempre per durare più del previsto.

Poi con i saldi non si finisce mai di guardare e cercare.

Cose su cose, vestiti su vestiti.

Oxford Street è un fiume di persone che si muovono all' unisono, seguendo il richiamo delle luci, della musica o della neve finta.

Nel mio caso il profumo dei waffles di Bond Street.

Non riesco mai a resistere, porca miseria.

Save the earth, it's the only planet with waffle, continuo a ripetermi.

In ogni modo tra un waffle a Bond, un caffè da M&S, un giro tra i negozi e un' ora persa tra i vari 3 per 2 o 2 per 1 di boots che finiscono per farti comprare qualsiasi cosa è passato un pomeriggio.

Torniamo a casa tardi come sempre, mangiamo qualche schifezza da preparare in pochi minuti e poi dritti a prepararsi.

La solita gara per la doccia e ci siamo.

Vino e birra in borsa e si può andare.

Dove? Boh! Anche questo è il bello di Londra.

Il sabato poi, più di ogni altro giorno, ti basta camminare una decina di minuti nell' area tra Piccadilly, Trafalgar e Leicester per trovare almeno venti pr e altrettanti locali o pseudo festicciole in cui imbucarsi.

Orario e dresscode non sono quasi mai un problema in quest' area.

Spesso stanno aperti fino a tardi e pagando massimo 10 sterline fai serata.

Ieri sera siamo finiti in un posto hip hop, particolare, ma comunque carino.

Ma la parte migliore della serata è stata senza dubbio il pre-club quando girando per Soho alla ricerca di un vicolo in cui fare pipì abbiamo trovato un posto troppo underground nel bel mezzo del centro.

Totalmente abbandonato a sè stesso. 

Mega ventilatori appesi ovunque e rifiuti abbandonati lungo tutta la strada compresa una grande quantità di vestiti.

Veramente surreale.

Chi fa la pipì, chi fa foto indecenti (io, ovviamente) abbiamo fatto le tre.

Club fino alle cinque, alle sei e mezza eravamo tutti a casa.

La mia sveglia è suonata due ore dopo.

Insomma, a Londra si dorme poco e si vive tanto.

Nel bene e nel male.


Outfit natalizio @ home  <3


C'è poco da fare, qui chiunque esce con dei miei vestiti addosso.
Mi mancherai Scardi, ma il mio armadio ti mancherà di più! 


Canary Wharf, forever love 


Su facebook potrei mettere come occupazione 'Perdersi nei grandi magazzini londinesi'
@John Lewis 


Pausa Caffè @ M&S 


Due deficienti e tanta spazzatura. <3


Tutto questo in pieno centro. WTF?



Mi mancherai così tanto Mitch <3 


Crazy photoshot, thanks Emme.













29/12/12

GIORNO 67: Stratford

Questi due giorni off me li sono proprio goduti.

Oggi sono stata a Stratford, una località nell' East London.

Dalla mie parti insomma, un  pò più fuori.

In realtà non ho visto molto perchè sono andata a trovare un mio amico e abbiamo passato il pomeriggio in casa.

Giusto la stazione e un pò il centro.

Queste zone tra Leyton e Stratford possono essere considerate secondo me l' emblema di Londra.

Ad Est e un pò fuori dal centro sono stati sempre considerati quartieri di povertà e criminalità, poco curati e molto industriali.

Poi succede che Londra ospita le olimpiadi e scelgono proprio questi luoghi per costruire il villaggio olimpico e Stratford si trasforma.

Dico emblema di Londra perchè è fantastico vedere come questa città sia in continuo cambiamento e soprattutto espansione.

I trasporti, le infrastrutture, le stesse case e strade sono sempre e continuamente 'work in progress'.

Non ho mai visto tanti cantieri nella mia vita come in due mesi a Londra.

Il tutto senza mai dimenticare la tradizione.

Tornando a Stratford nonostante sia un pò fuori dal centro è perfettamente collegata grazie a due linee di metropolitana, la DLR, l' Overground e anche una stazione ferroviaria.

Da tenere assolutamente in conseiderazione per la mia futura casa.

E poi c'è Westfield.

Con i suoi 180 mila metri quadri si aggiudica il titolo di centro commerciale più grande d' Europa.

Costato 1,4 miliardi di sterline sembra un controsenso in uno dei quartieri più poveri di Londra eppure richiama ogni giorno migliaia di visitatori.

Al suo interno ci sono 300 negozi, 70 ristoranti, 14 cinema, oltre a case e al casinò più grande del Regno Unito.

Oggi l' ho potuto ammirare solo da fuori, ma senza dubbio la prima giornata di pioggia gliela dedicherò per intero.

E qui piove spesso.

Insomma, non vedo l' ora!


28/12/12

GIORNO 66: day off

Ieri eravamo tutte bellamente OFF.

Ci sono i saldi e Londra in questo periodo è particolarmente bella e piena di gente.

Perchè non uscire a fare due passi in centro?

Come al solito siamo finite su Oxford Street, che con tutte le lucine di Natale e la neve finta la odio anche un pò meno del solito.

E' stato un pomeriggio all' insegna del relax, ma ne avevo bisogno, soprattutto dopo la giornata del 26.

Devo arrendermi a questa cosa, esperienze del genere in città di questo tipo saranno sempre una questione di alti e bassi.

Altissimi e bassissimi sarebbe meglio dire.

Ma l' importante è non arrendermi affatto.

Quando i miei colleghi scoprono la mia età nella maggior parte dei casi ci rimangono molto male.

'Così piccola?' 'Ma i tuoi genitori, la tua famiglia?' 'Ma come mai?'

Credo che non esista un età giusta per niente, esiste solo avere la voglia di fare e di andare.

A questo proposito mi è tornata in mente la lettera di 'Into the wild', film che se non avete ancora visto dovreste assolutamente rimediare.

"Ron, apprezzo sinceramente l’aiuto che mi hai dato e i momenti che abbiamo trascorso insieme. Spero che la nostra separazione non ti abbia depresso troppo. Potrebbe passare molto tempo prima di rivederci ma, ammesso che io superi l’affare Alaska tutto d’un pezzo, riceverai di sicuro mie notizie. Vorrei ripeterti solo il consiglio che già ti diedi in passato, ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato. C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo , dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà non esiste niente di più devastante che un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso. Se vuoi avere di più dalla vita, Ron, devi liberarti della tua inclinazione alla sicurezza monotona e adottare uno stile più movimentato che al principio ti sembrerà folle, ma non appena ti ci sarai abituato ne assaporerai il pieno significato e l'incredibile bellezza. Ti sbagli se credi che la gioia derivi soltanto o principalmente dalle relazioni umane. Il Signore l'ha disposta intorno a noi e in tutto ciò che possiamo sperimentare. Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un'esistenza non convenzionale. La mia opinione è che non hai bisogno né di me né di nessun altro per portare questa gioia nella tua vita. È semplicemente lì che ti aspetta, che aspetta di essere afferrata, e tutto quello che devi fare è tendere la mano per prenderla. Spero davvero, Ron, che non appena ti sarà possibile, lascerai Salton City, attaccherai una roulotte al camion e comincerai a goderti il grande lavoro che il Signore ha compiuto nell’ovest americano, vedrai cose, conoscerai gente, e ti insegneranno molto. Dovrai farlo in regime d’economia, niente motel, preparati da mangiare da solo e, come regola generale, spendi il meno possibile, perché così ti ritroverai ad apprezzare immensamente ogni cosa. Spero che la prossima volta che ti vedrò sarai un uomo con una sfilza di nuove esperienze e avventure alle spalle. Non esitare o indugiare in scuse. Prendi e vai. Sarai felice di averlo fatto. Riguardati. Alex."



Moooooon Riiiiiver


Quando a diciannove anni scopri che la tua gamba non è lunga come il tuo braccio.
Deficienza on my way


Legs @ DLR 


Thank you Primark for my new hats <3 










27/12/12

GIORNO 65: Boxing Day


Quello che mi è successo oggi sfida le leggi dell' impossibile.

Ho sempre pensato che quando una giornata inizia male può solo finire peggio, ma ci speri sempre nel colpo di scena.

Bè stavolta nessuna eccezione proprio.

Dopo aver dormito solo tre ore mi sono dovuta alzare per andare al lavoro.

Mi sono addormentata pesantemente su tutti e tre i bus che ho preso, ma sono riuscita comunque ad arrivare a destinazione.

Che destinazione?

Lo stadio di Reading.

Che fino a un giorno fa adoravo alla follia.

Mi sono sempre trovata bene a lavorare con queste persone in questo posto.

Non avevo mai avuto a che fare con la direzione.

Oggi mi sembrava di essere tornata al liceo quando hanno chiamato me e i miei due compagni di lavoro giù in direzione.

Ci hanno accusato di aver fumato nello stadio, addirittura dicendo che ci hanno visto una trentina di persone.

Quando semplicemente io e gli altri due stavamo uscendo per una pausa e Giorgio, il mio amico, aveva una sigaretta in mano, spenta.

Senza tante spiegazioni ci hanno invitato a prendere le nostre cose e ad andare a casa.

Peccato che siamo a chissà quanti chilometri da Londra e dobbiamo aspettare il bus per tutti che viene a riprenderci.

Due ore e mezzo.

Anche se abbiamo fatto il nostro lavoro alla perfezione non ci hanno fatto finire, non verremo pagati per le ore che abbiamo fatto e soprattutto ci hanno cacciati fuori.

Questo rasenta il ridicolo.

Siamo in una mega struttura, completamente riscaldata, e dobbiamo stare fuori, seduti per terra con zero gradi.

Ho sempre creduto e continuo a farlo alla potenza del dialogo, della discussione come modo per risolvere i problemi.

O almeno affrontarli.

Ed è assurdo privarci della possibilità di rispondere, di spiegare.

Ovviamente riporteremo il tutto ai nostri capi, ma il problema è che lo faranno anche loro e posso già immaginare come finirà tutta la storia.

Sono triste e amareggiata.

E mi chiedo come nel 2012 a Londra sia possibile trattare in questo modo tre ragazzi che stavano semplicemente facendo il loro lavoro.

Il potere è un' arma fin troppo grande ed è facile fare la voce grossa quando sai che sei tu a fare le regole.

Com'è possibile che sia sempre nelle mani sbagliate?

Una cosa è sicura.

Posso fare la fame, posso avere anche solo questa possibilità di lavoro, ma non lavorerò mai più per queste persone.

Ho lavorato con tanti manager fantastici che non solo erano molto educati, ma erano anche pronti ad aiutarti e a colnsolarti quando qualcosa non andava.

Queste persone non si meritano il mio tempo.

Il mio unico dispiacere è per tutte le altre persone splendide che lavorano in questo posto che non rivedrò mai più.

Quando decidete di fare i cattivi pensateci due volte, perchè una volta su due le vostre azioni ricadranno irrimediabilmente su coloro che fanno il loro lavoro con pazienza e dedizione.

E non esiste egoismo peggiore.



Credevo che la mia giornata di sventure fosse finita invece no.

Arrivo a Trafalgar Square alle nove e sembra il lungo mare di Riccione il quindici agosto.

Cacchio succede?

Migliaia di sedicenti fashion victim che sbattono contro tutto con i loro sacchettini.

L' inizio dei saldi, cavoli.

Insomma nonostante sia sera ormai inoltrata per le strade non si cammina, al Mc Donald's c'è la fila fin fuori e gli autobus rischiano di esplodere.

Ma comunque si fermano, tutti tranne il mio, ovvio.

E così mi incammino a piedi verso casa...

Una lunga giornata che non vuole proprio finire.

26/12/12

GIORNO 64: Merry fuckin Christmas

Per la serie Merry fuckin Christmas oggi ci siamo alzati alle tre di pomeriggio e abbiamo riniziato a bere e a mangiare come se non ci fossimo mai fermati.

Poi visto che non facevamo schifo abbastanza la Mari ha anche deciso di fare i pancakes.

E visto che non smetti di mangiare quando sei pieno, ma quando ti fai schifo noi volevamo essere sicuri di fare schifo abbastanza.

Direi che ci siamo riusciti.

Ci sarebbe anche piaciuto uscire ma Londra a Natale è davvero una città fantasma.

Tutto si ferma, si cristallizza.

Niente autobus, niente metro, niente treni, niente di niente, solo qualche taxi che ti fa pagare il triplo di un giorno qualunque.

E' come se ti volessero dire 'A Natale devi stare in casa e festeggiare con i tuoi amici e la tua famiglia non andare in giro'.

Bè noi abbiamo rispettato a pieno le sue regole e ci siamo chiusi al calduccio della nostra villetta.

Non è stato un Natale da film il nostro.

Le festività dei film sono meravigliosamente improbabili: il genitore che non avrebbe fatto in tempo ad essere a casa per Natale arriverà miracolosamente alle prime luci del mattino, i due innamorati titubanti si ritroveranno sempre puntualmente sotto il vischio, e basterà chiudere gli occhi e sorridere per far nevicare anche in Florida.

Però è stato comunque un Natale divertente e senza dubbio al di fuori di ogni canone.


Svegliarsi la mattina di Natale e trovare questo. 


6 deficienti e un impasto per pancakes.


ooooooookey.


I'm too drunk for this shit

WHICH IS THE MOST CRAZY FACE? 


#1 Scardy 


#2 Federico


#3 Mari (e il pancake)


#4 Pelle (e le mutande)


#5 Karisachin 

















25/12/12

GIORNO 63: xmas eve

La nostra vigilia di Natale non poteva essere molto diversa dallo stile degli altri giorni londinesi.

Sveglia alle tre di pomeriggio in scioltezza.

Peccato che i negozi alla viglia chiudano tutti maledettamente alle sei.

Per cui dopo mezzora di coma generale da vera famigliola ci siamo organizzati, ognuno un compito, ognuno una missione.

Io, la Cri e la Michi abbiamo fatto lo spesone.

Senza dubbio la spesa più divertente della mia vita.

Abbiamo comprato il mondo perchè almeno per Natale qualcosa di degente e di italiano dovevamo mangiarlo.

Peccato che il supermercato disti quasi un chilometro a piedi da casa nostra e come tornavamo a casa con tutta quella roba?

Eh niente abbiamo fregato un mega carrello ai pakistani del mercato che se n' erano andati un attimo e siamo corse via come pazze.

La nostra corsa folle non è durata tanto purtroppo.

Qualcuno ci ha viste e ci hanno rincorso.

Ci siamo inventate qualche scusa del cavolo e gli abbiamo tristemente ridato il loro carrello.

E poi facendo mille giri della serie prima porta la capra poi torna indietro a prendere il lupo, il tutto lasciando l' insalata chissà dove ce l' abbiamo fatta ad arrivare a casa.

Solo che erano già le sei.

Eravamo un super squadrone della morte, ma il forno è comunque uno solo quindi era tutto pronto per l' una.

Un cenone della vigilia all night long in pieno stile a Londra non esistono orari.

Tanto cibo, tanto vino e delle persone fantastiche.

Il mio primo Natale non a casa, ma comunque memorabile.

Alla fine che senso avrebbe rattristarsi per quello che non hai?

Bisogna godersi quello che si ha, sempre.

E io tra amici di sempre e nuove conoscenze mi sono sentita lo stesso in famiglia.

Una nuova grande famiglia.

Alla fine l' importante è essere felici con sè stessi ed essere in compagnia poi dove e come sono tutti dettagli.


And so this is Christmas
I hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young


Relax before dinner


the first cheers! 


Lasagne <3 



Chicken and potatoes 


Crazy freindship! 


ridiamo o piangiamo ma sempre assieme <3 


Fashion victim's world <3 


Gelatina alla vodka, forever and ever in the houseparty


Cheesecake


Friendship never ends <3 





24/12/12

GIORNO 62: number 23

E anche questo mese è passato, il 23.

Questo numero mi ossessiona, mi perseguita da sempre in bene e in male.

E anche stavolta è andato.

E anche bene, cavolo.

Ho lavorato quindici ore, dalle nove di mattina a mezzanotte.

Il turno più lungo della mia vita, forever and ever.

Eppure mi sono divertita un sacco anche questa volta, stesso team stesso posto.

Quando ho salutato tutti un pò di malinconia mi è venuta, tutta la settimana stesso luogo, stesse persone, un sacco di fatica e di risate anche.

Ma come al solito a Londra non c'era tempo da perdere e siamo dovuti correre a prendere la metro.

Peccato averla persa.

E niente siamo tornati in autobus, ci si mette solo il doppio, ma a Natale siamo tutti più felici e quindi pigliamo anche l' autobus!

Alle tre quando torni a casa pensi solo di trovare tutti a letto e invece no party's here!

Era il compleanno della Cri quindi super vino super cibo unhealthy super chiacchiere tra amici.

Questo mese non potevo chiedere di meglio dal 23 e non potevo festeggiare in modo migliore i miei due mesi qui.

E adesso per due giorni un pò di vacanze, credo di poter dire meritate.




Per la prima volta nella mia vita londinese entro in metro con il buio ed eesco con la luce e non il contrario.

sunup @ kensington 





23/12/12

GIORNO 61: Little Italy

Oggi è una di quelle giornate in cui proprio torno a casa e dico: 'Amo Londra!'.


Mi sono svegliata tardi perchè avevo voglia di dormire.


Sono andata a lavorare alle quattro e ho finito alle undici, sette ore.


Ma nonostante tutto per niente stancante.


Avevo un bel team e una manager che ci faceva fare quello che volevamo.


Apparecchiare e sparecchiare tavoli, very simple.


E il tutto con dei ragazzi simpaticissimi.


Poi per la prima volta eravamo quattro italiani più uno acquisito.


Un ragazzo polacco che però ha vissuto in Spagna e ha fatto un anno di erasmus a Bologna.


Quando parlava con me aveva un accento emiliano peggio del mio, assurdo.


In ogni modo oggi festa grande, sarà anche che si avvicinano le ferie.


Sono le due e un quarto e domani attacco alle 9, che significa uscire alle 7 che significa alzarsi alle 6 e in definitiva significa dormo meno di quattro ore.


Questi sono i ritmi di questi giorni.


Dicono che chi si ferma è perduto e non esiste nulla di più vero a Londra.

22/12/12

GIORNO 60: porter

Ieri arrivo al lavoro e il mio capo con una faccia da funerale mi fa: 'E' un problema lavorare in cucina oggi?'.

Perchè faccia da funerale? Perchè per loro è come dire ti mando in castigo, sei la sfortunata del giorno.

E passando tutti gli altri camerieri mi facevano l' in bocca al lupo neanche stessi partendo per la guerra.

Io ero semplicemente contentissima.

Non aspettavo altro.

E' vero, cucina significa niente mance, però cavoli non c'è paragone.

Lavori senza pressione, senza dover essere perfetta in qualsiasi momento.

Chiacchieri con tutti, metti in ordine, ti prendi le pause quando vuoi.

Lo chef ci ha presentato la cucina, la più grande che abbia mai visto, praticamente un capannone e ha concluso il suo discorso con 'Siamo tutti una famiglia felice e vedrai che vi divertirete'.

Subito ho sorriso, ma quando sei ore dopo stavo ballando i black eyed peas con gli chef riordinando la cucina mi sono resa conto che non era poi così ironico.

E' stata decisamente una giornata divertente, sicuramente diversa dai miei canoni.

Finito di lavorare ero così energica che sono addirittura uscita.

Cambio di outfit sulla tube e via!

Non potevo chiedere di meglio che un venerdì tra Brick Lane e Shoreditch.

Shosho per tutti, in onore a Soho l' altra grande roccaforte (più posh) della vita notturna londinese.

Quelle strade, quei pub, quei locali sempre super affollati mi mettono sempre di buonissimo umore.

Chiacchieri con uno, conosci un altro, balli con le tue amiche.

Guardi l' orologio e sono già le 2 e ovviamente ti stanno cacciando a pedate dal locale perchè qui chiude (e apre) tutto prestissimo.

Shosho però un difetto ce l' ha, e anche grosso.

I trasporti.

Transitano solo due bus notturni da queste parti e portano entrambi in posti inutili ai più.

Mi era chiaro solo dopo il perchè di tutti quei taxi nelle strade.

Noi abbiamo camminato per un paio d' ore, ci siamo perse almeno cinque volte, ma alla fine ce l' abbiamo fatta.

Il mondo non è finito e i proprietari dei pub oggi si sono svegliati un pò più ricchi.

L' alcol è sceso come pioggia ieri.


tequila addicts @ tiger 


fashionbea @ tiger


tiger 


michi <3 @ tiger 


mari <3 @ tiger 


NO MORE FASHION VICTIMS @ shosho



21/12/12

GIORNO 59: drunk in public

Merry merry Christmas!

Il Natale si avvicina e continuano le feste natalizie qui.

Da oggi a domenica lavoro all' Olympia Conference Centre.

Una splendida arena che però nonha niente a che vedere con l' O2 o i grandi palazzetti moderni.

Nel bel mezzo del quartiere di Kensington quest' arena rettangolare rappresenta tutto ciò che è il lusso antico, caratteristica fondamentale di queste zone.

L' architettura e l' arredamento sembrano essersi fermati a cent'anni fa.

Più che un' arena sembra un teatro.

E come i teatri ha tutti i palchetti dove i vari ricconi danno dei mini party  di natale, il tutto mentre si godono lo spettacolo.

Che spettacolo?

Bè l' evento del momento sono i cavalli.


 avlli che saltano ostacoli per due ore conditi da qualche presentatore simpaticone, da un babbo natale con la slitta e dalla neve finta che scende con Last Christmas in sottofondo.

Come lavoro è abbastanza pesante, devi fondamentalmente gestire da sola una cena di una ventina di persone.

E poi considerando quanto bevono ci vorrebbe uno solo per riempire i bicchieri continuamente.

Non mi stupisce vedere sti ricconi con il papillon di fianco a me alla fermata della tube che si cercano di aggrappare ai lampioni della luce o ai loro stessi compagni.

(Neanche al tunnel con la Prosperosa si vedono certe scene)

Il mio tavolo di sedici persone stasera ha finito sei bottiglie di champagne, sei di rosso e sei di bianco.

Da ottanta pounds l' una, non scherzano sti qua.

Se penso che io con un giorno di lavoro non ci pago nemmeno metà bottiglia mi vien male, ma

Meno male che ci sono le mance e soprattutto che da ubriachi sono tutti generosi.

Stasera io ho preso solo 10 pounds, ma un mio amico ha preso 125.

A ogni becchiere che riempiva gliene davano.

Ho altri tre giorni per rifarmi e di certo domani non avrò scrupoli.

Torneranno a casa gattonando.

E io forse un po' più ricca.

Londra è come l' alcol, più ne hai più ne vorresti.

20/12/12

GIORNO 58: fight club

Molte più persone potrebbero imparare dai propri errori se non fossero maledettamente impegnate a negarli.

Io anche stavolta, pur di passare per la stupida della situazione, ho affrontato il problema e probabilmente l' ho risolto.

La verità è sempre la solita: non devo preoccuparmi troppo di quello che verrà.

In realtà non l' ho mai fatto.

Vivo da sola a Londra, faccio la spesa, lavoro, cucino e pulisco.

Sono quasi totalmente indipendente, ho diciannove anni e ogni tanto mi viene da dire 'Cazzo sono grande, devo fare l' adulta e pensare a cosa voglio fare della mia vita'.

E finisce sempre uguale: crisi totale.

Forse semplicemente essere adulti non è sapere tutto, non è programmare tutto, forse ci sono degli adulti che fanno degli sbagli più grossi dei miei, e magari nemmeno se ne accorgono.

O forse sto solo cercando di convincermene perchè io in realtà sono ancora una bambina.

Non lo so, ma a diciannove anni non si può sapere tutto, non si può avere tutto.

Andrò all' università prima o poi? Avrò un lavoro fico? Oppure passerò tutta la vita in giro per il mondo a cercare qualcosa?

Non lo so e non lo voglio sapere.

Punto e stop.

Se vi state chiedendo se sono impazzita la risposta è: 'No, ho solo visto fight club e come tutte le volte mi sono ingasata troppo.'




'Toccare il fondo non è un ritiro spirituale, non è uno stramaledetto seminario. Smettila di cercare di controllare tutto, pensa solo a lasciarti andare, lasciati andare!'

19/12/12

GIORNO 57: Winter Wonderland

Il mondo è pieno di grinch, ma io rimarrò sempre quella bambina che impazziva per il Natale.

Se le strade di Londra sono affollate di turisti, i biglietti aerei costano una follia, gli hotel, alberghetti, ostelli malfamati sono tutti maledettamente pieni un motivo c'è.

Londra a Natale è qualcosa di magico.

E poi c'è lui, il mitico, inimitabile: Winter Wonderland.

Ieri io e la Cri sembravamo due bambine che non avevano mai visto un parco giochi.

Ma la verità che Winter Wonderland è molto meglio, ci sono i mercatini di Natale, le giostre, la cioccolata calda, il mulled wine, ci sono un sacco di lucine e di alberi di natale, una pista da pattinaggio.

C'è tutto quello che è il Natale.

Sarà infantile, stupido o tutto quello che volete, ma lascio l'essere cinici a voi perchè io semplicemente amo questo tipo di cose.

Il Natale in famiglia è sempre bello, ma se mai vi dovesse capitare di venire a Londra sappiate che si respira un' aria fantastica in questo periodo.

E non c'è nemmeno troppo freddo.

Il Natale non è una data, è uno stato d' animo.



Questa foto è di una mostra che abbiamo visto; tantissimi alberi di Natale con prodotti riciclati co comuqnue non di uso comune.
Merry fucking Christmas.


Non succederà mai più che io non riesca a chiudere il mio portafoglio.


Christmas tree, christmas tree everywhere.


Welcome to Winter Wonderland









Love this place, simple.







Ice skating.