30/10/12

GIORNO 8: run baby run

Oggi pomeriggio ho girato da sola tutto il tempo a distribuire cv, costeggiando il thames.

Amazing thames. Specially in the evening.

St Paul, Tower of London, London Bridge.

E nonostante non avessi fretta andavo di fretta.

Perchè?

Perchè qui vanno tutti di fretta.

In una stagione come questa dove i turisti non sono tantissimi rispetto agli abitanti e ai lavoratori di Londra lo si nota benissimo.

Le bici sfrecciano alla velocità delle macchine per strada.
Le persone a piedi mantengono sempre un passo sostenuto.

E se ti fermi o rallenti si fermano anche tutti quelli dietro a te.

(Federico mi prende sempre in giro perchè la mia Oyster non va e ci metto una vita a timbrare hahah)

Ed è così che anche se non hai nessuna necessità di correre lo fai.

E' come se Londra volesse dirti: non perdere tempo perchè non ce n'è mai abbastanza per fare tutto quello che ho da offrirti.

8 milioni di abitanti, 3 milioni di stranieri, 130 mila italiani, 300 lingue, 183 sinagoghe, 130 moschee, 13000 ristoranti, 6000 pub, 600 cinema, 400 teatri, 300 nightclub, 150 casino; 18000 taxi, 275 stazioni di metro, 649 linee di autobus, 8 stazioni ferroviarie, 5 aeroporti, 5 squadre di calcio della premier league, tutte le religioni della terra, 1 regina, 2 eredi al trono, una nuova principessa, Londra Babilonia...

...c'è tutto quello che vuoi a Londra, eppure non sembra mai troppo.


Underground. Tower Hill.


Tower of London. 


Tower of London.


Tower Bridge.


River Thames.


River Thames. 






GIORNO 8: poppy

Londra si colora di rosso, ma non in vista del Natale.

Londra è piena di papaveri.

Si tratta del Remembrance Poppy (papavero del ricordo) che viene utilizzato, oltre che nel Regno Unito, anche in Canada, Stati Uniti e paesi del Commonwealth, simbolo del ricordo dei caduti in battaglia.

E come farne a meno?

Stamattina ho preso anche io il mio Poppy alla fermata della metro di notthing hill da una signora che li distribuiva per una piccola offerta.

Ce l' ha davvero chiunque: la nonna a fare la spesa, la donna d' affari o la bambina con le treccine e lo zainetto.

Persone completamente diverse unite da un qualcosa, a volte è la lingua, a volte il lavoro, altre ancora un poppy sulla giacca.

Sono otto giorni che sono via e inizio un pò a sentire la mancanza di casa e dell' Italian way of life in generale,

Trasferirsi a Londra a 19 anni non è facile, ma come diceva il post di ieri the best or nothing.

Finchè ce n' hai stai lì cantava il Liga.

E io sto qui eccome.

Ma senza mai dimenticarmi da dove vengo e quali sono i miei principi.

Queste esperienze servono anche a questo.

Capire che cosa vuoi veramente e insegnarti di cosa puoi fare a meno.

E io so di non poter rinunciare alla compagnia. 

Odio la solitudine e non vedo l' ora di farmi amici inglesi con cui uscire insieme a Federico e l' Emma.

Ma allo stesso tempo mi piace pensare che nonostante siamo separati da un canale e tanti chilometri di terra certi amici sono per sempre.

Perchè alcune amicizie vanno oltre certe cose, è il prezzo da pagare per l' unicità.




Ringrazio i miei amici che leggono il mio blog per sapere se sono ancora viva, ma anche tutti gli sconosciuti che per qualche perverso motivo apprezzano quello che scrivo. 
Siete fantastici :) 


Outfit per una giornata soleggiata. Dr martins con me con la pioggia o con il sole.


Il mio Rememberance Poppy. 


Io guardo i vestiti. Lui le macchine. Giusto così.


Notthing Hill. Amazing place.


Portobello Road. Mercatino.




29/10/12

GIORNO 7: one week

Giorno SETTE.

Cavoli è una settimana che siamo arrivati a Londra.

Primo affitto andato.
Primo abbonamento TFL.

(perchè qui si paga tutto settimanalmente, qui è tutto veloce)

E' una sensazione strana.

Non riesco a dire "Il tempo è volato", ma nemmeno "Mi sembra di essere qui da anni".

La amo come se ci vivessi da sempre, ma ogni giorno è come se fosse il primo, perchè scopro sempre posti nuovi e case diverse e parchi e pub e vie e negozi e persone.

E tutto senza una logica.

Sbaglio strada e scopro un quartiere nuovo, sbaglio bus e mi ritrovo davanti a un bellissimo giardino.

E' bello anche sbagliare qui.

Tutto senza una logica.

Oggi io e Federico ci siamo alzati come al solito un' ora dopo la sveglia. Erano le nove.
Siamo andati in centro, qualche giro per negozi, qualche curriculum da distribuire, tante risate.

Guardiamo l' orologio ed erano le tre.

Abbiamo finito per pranzare da Pizza Hut alle 3 e 30.

Ma qui non ci sono orari.

Mangi, bevi, dormi a qualsiasi ora.

E' stata una bella giornata e poi c'è da aggiungere la soddisfazione di rientrare in casa un attimo prima dell'inzio della pioggia battente.

Sfatiamo anche questo mito.

A Londra non piove sempre. Affatto.

Può esserci sempre nuvoloso, quello sì. Ma il clima è più che sopportabile.

E' scientificamente dimostrato che piove di più ad Amsterdam, Parigi e Berlino che a Londra.
Solo Roma ha la meglio, ma su questo non c'era nemmeno da soffermarsi.

E poi c'è la corrente del Golfo che rende il clima più temperato.
Niente estati torride ed inverni glaciali, ma sempre una costante via di mezzo.

Continuo a vedere persone con l' ombelico di fuori, le gambe scoperte o in bicicletta con pantaloncini e t-shirt.

O gli inglesi sono calorosi oppure sono più forti del freddo e si vestono come gli va a prescindere dal tempo.

Spero di scoprirlo prima o poi.

Intanto io e Federico abbiamo fatto uno shopping violento da Primark in vista dell' inverno: maglioni, sciarpone, fascia.
Perchè noi il freddo lo sentiamo eccome.

Del resto ci sono 2 gradi. Non si scherza.

Va bene adattarsi allo stile di vita inglese, ma non voglio ammalarmi un giorno sì e l' altro pure.

Ma qui la gente non si fa grandi problemi a cosa pensano gli altri.

Si vestono come vogliono, fanno quello che vogliono, dicono quello che vogliono.

Resto del mondo impara da Londra.

Non è la libertà che manca, mancano gli uomini liberi.




Regent street


Marble Arch


Selfridges. Tornerò da te quando sarò più ricca. <3 


Colazioncina da Starbucks. 11 am.


The best or nothing.
I chose London.


Pizza Hut. Quella pizza all' aglio non mi farà dormire stanotte hahahah


La mia margherita. Imparagonabile a quella italiana. 
Ma comunque una valida alternativa ai surgelati di tutti i giorni.


Spesa al mercatino di quartiere.


London style. NO MORE FASHION VICTIM.


London style. Il primo maglione della vita di Federico.
Sono fiera di me. :)


London style. Togheter is possible.


London style.

28/10/12

GIORNO 6: mayfair

Oggi era domenica e io da brava italiana ho santificato questo giorno riposandomi e facendo un pò di shopping.

MAYFAIR: the only word.

E' forse il quartiere più ricco e lussuoso di Londra e sono qui le più belle boutique della città.

Come ogni donna per accontentare tutti i miei desideri avrei dovuto avere una carta di credito illimitata, ma dato che non ho ancora un lavoro ho cercato di contenermi.

Però devo ammettere che è sempre una gioia per gli occhi camminare per quelle vie.

La cosa bella di questi momenti è vedere come in questi negozi super expensive ci siano persone davvero di qualsiasi etnia.

Non è difficile trovare arabi, asiatici o indiani ultra miliardari qui.

Londra ti insegna anche questo: il colore della tua pelle non può contare più della tua voglia di fare.



"Il mio giornalaio è pakistano, il mio lavasecco è persiano,il mio medico di famiglia è italiano, il dentista è brasiliano, il veterinario è spagnolo, l'imbianchino è polacco, l'elettricista serbo, il fruttivendolo indiano, il meccanico dell'auto è bulgaro, la domestica lettone, il portinaio sudafricano, il parcheggiatore libanese, il custode della scuola di mio figlio è israeliano, l'impiegato della banca che mi sorride sempre è del bangladesh, il barista che mi fa il cappuccino è ungherese,il mio barbiere è un francese, il commesso del noleggio di dvd è turco, il tecnico del computer è russo e il mio tassista di fiducia è dello sri lanka. Mi fermo, ma potrei continuare per un pezzo: vivo a Londra da oltre sette anni e a volte mi domando dove sono gli inglesi."



Emma al ristorante di Gordon Ramsey


GORDON <3 


Mayfair. Vivienne Westwood.


Mayfair.


Mayfair. Balenciaga.


Mayfair. Louboutin.


Mayfair. Louboutin.


Mayfair. Marc Jacobs <3


Mayfair. Victoria's secret.
Mega negozio a tre piani.
Non pensavo ci fosse anche a Londra e me ne sono innamorata.
Forse sarebbe stato meglio non scoprirlo.



Shopping e donne non potranno mai non andare d'accordo.


Victoria's secret forever love.


Flip flop Marc Jacobs. Grazie a dio siete tornate nelle mie mani. 
Cambio città, cambio colore.

GIORNO 6: english house

Ieri sera siamo usciti, la prima serata seria.
Tappa quasi obbligata: BRICK LANE.

Una delle vie più giovani e attive della città.

Abbiamo passato la serata in un pub tipicamente inglese con tanto di karaoke e l' Emma ha dimostrato le sue doti canore!

Ci hanno dato un volantino per un secret after ma non siamo riusciti a capire dove fosse il posto.
Niente, sarà per la prossima serata! Tanto una festa vale l' altra per noi.

E' sempre un posto nuovo, una festa nuova, gente nuova.



fml in bus too


beer make you better


vodka too


qui sentono già halloween. c'erano persone di tutte le età super travestite che vagavano per la città.
questi bambini (o bambine) invece che i dolcetti chiedevano soldi, mica stupidi.

Sempre ieri sera a Brick Lane abbiamo conosciuto due ragazzi,uno siciliano e uno di Pisa.

Parlando con altri italiani mi è sempre più chiaro quanto la nostra cultura e quella di sua maestà siano diverse.
Prima di tutto per quanto riguarda il concetto di casa.

Questi due ragazzi pagavano più di noi per vivere in 8 in un appartamento da 40 mq con i topi in cucina.
E non è un modo di dire.

Cosa aveva di meglio il loro appartamento? Era più centrale, più vicino a quello che è il nucleo di Londra.

Agli inglesi non importa avere la casa bella, piena di comfort o di spazi, l' importante è essere vicini al centro, spostarsi in fretta e a tutte le ore del giorno.

La casa non è più un posto dove rilassarsi e stare in pace con sè stessi, ma una specie di prendi e vai per farsi una doccia o appoggiare le borsine dello shopping.

Qui la vera vita è fuori. 

Forse allora non è il caso di lamentarci per la nostra di casetta, umile, un pò distante, ma almeno senza roditori come coinquilini.

A seguito ho postato qualche foto della nostra casa così che possiate rendervi conto di cosa sono gli spazi, i comfort e le caratteristiche di una tipica villetta a schiera inglese. 

Tre piani.
Cinque stanze.
Otto persone.
Una cucina.
Due bagni (uno praticamente in giardino e non molto agibile).


Our room 1


Our room 2: emma's bed


Le scale strette e rigorosamente in moquette bordeaux.


Cucina


Salottino/sala da pranzo.
Già un lusso averlo.
In molte house share diventa un' altra camera.


Una specie di veranda chiusa dove c'è il frigo e il bucato abbandonato di vecchi coinquilini.


Giardinetto. Ovviamente non curato.
Qui non sanno neanche cos'è il taglia erba.
Quelli die nostri vicini sono tutti in queste condizioni.


Ingresso.


Da fuori.

Come potete notare non abbiamo una televisione.

Insomma per chi ama sdraiarsi sul divano dopo cena davanti al caminetto guardando un talk show, leggersi un libro nel relax del suo studio, per chi è troppo amante del modello di casa italiano sconsiglio vivamente l' inghilterra.

Per me non è stato così duro adattarmi, forse perchè anche in Italia ho sempre passato pochissimo tempo in casa.

27/10/12

GIORNO 5: blowing in the wind

Stamattina abbiamo camminato per Londra distribuendo i nostri CV.

City of London.
Soho.
Little Italy. 

Le mete della mattinata.

Ristoranti.
Pub.
Fast food.

I luoghi più quotati. 

Freddo e vento sono stati i protagonisti della nostra giornata.

Dobbiamo ancora abituarci al clima londinese.

Qui splende il sole entri dal giornalaio per prendere il Guardian esci che sta piovendo e non fai in tempo a tirare fuori l' ombrello che ha già smesso.

E' come se anche il tempo volesse dirti che a Londra niente è per sempre e devi tenere gli occhi aperti se vuoi stare al passo.


City of London. Finally a sunny day. 


City of London 


Little Itlay 

Un bacio speciale ai miei amichetti che ieri sera con la loro chiamata mi hanno cambiato la giornata <3