15/12/12

GIORNO 53: italians in london

Stasera ho visto l' hotel più bello di tutta la mia vita: St Pancreas Reinassance Hotel.

Cinque stelle e se le merita tutte.

E poi tutto il personale, nonostante il lavoro sia stressante e con turni al limite dell' umano, è sempre super gentile.

Reception, camerieri, sommelier... ho conosciuto solo persone simpaticissime.

Direi che stasera mi sono decisamente superata: ho organizzato il buffet e la cena per un club all' interno dell' hotel completamente da sola.

A fine serata mi friggeva il cervello, ma ce l' ho fatta.

Solo un bicchiere rotto a due minuti dalla fine, ma non ci vedevo più...e non dalla fame.

Perchè mi hanno riempito di cibo.

Per la prima volta potevo mangiare tranquillamente in cucina e quindi le stesse cose che andavano ai clienti.

Che delizie.

Spero di tornare a lavorare per questo hotel presto e credo che con l' anno nuovo farò anche richiesta per lavorarci come dipendente fissa.

Anche se tutti i dipendenti che ho conosciuto oggi avevano turni dalle 10 alle 14 ore continuative.

Sei giorni su sette.

E' alienante, però si guadagna veramente benissimo.

Ci penserò...

Tra le varie persone che ho conosciuto al Reinassance ho parlato molto con questo ragazzo piemontese che è qui da cinque anni.

Avevo già questa idea in testa da un pò, ma adesso mi è ancora più chiara.

Sono sempre più convinta che gli italiani a Londra si dividono in due nette categorie.

Categoria numero uno.

Coloro che rinnegano.

Un esemplare perfetto della categoria numero uno era il ragazzo di stasera: è qui da cinque anni e finge quasi di non ricordare niente dell' Italia.

Il suo consiglio per me è: ' Stai lontana dagli italiani qua a Londra; vivi con stranieri, lavora per stranieri. Con gli italiani non solo non imparerai l' inglese, ma verrai sempre truffata...'

Parlando di sè stesso mi dice: 'Non so ancora cosa fare della mia vita, pensavo di trasferirmi ancora nei prossimi mesi', ma subito aggiunge 'Non in Italia eh!', neanche fosse un reato.

Parlando di cucina gli ho detto: 'Qui non ci sanno proprio fare...' e lui mi ha risposto 'Dopo cinque anni che sono qui inizio a pensare che a Londra si mangia bene'.

Dopo questa non c'erano più dubbi: quest' uomo non ha speranze, è passato al lato oscuro della forza.

Insomma il tipico esemplare di 'rinnegatore' è colui che scappa dall' Italia e tenta in un modo o nell' altro di dimenticare o comunque rinnegare il suo passato e le sue origini per iniziare totalmente una vita nuova abroad.

Categoria numero due.

I sentimentaloni.

Due esemplari tipici della categoria numero due sono i ragazzi che ho incontrato sull' autobus del ritorno stasera.

Uno di loro era seduto di fianco a me e mi ha visto scrivere un messaggio in italiano.

La sua faccia si è illuminata, neanche avesse visto babbo natale e tutte le renne distribuire i regali su Oxford Street e ha subito attirato l' attenzione del suo amico con gesti improponibili.

Per poi dirgli cosa? 'Oooooh! Questa è italiana!'

Stessa scena per quando ha visto che stavo ascoltando Venditti.

Il tipico esemplare di 'sentimentalone' è quello che se n'è andato un pò a malincuore e che passa le sue giornate a rimpiangere il bel paese in tutto e per tutto, nel bene e nel male e si emoziona solo nello scoprire che la tizia seduta di fianco a lui sul bus è italiana.

Come se per un attimo si sentisse un pò più a casa.

Ora, tutta questa introduzione per dire: io credo di essere un incrocio.

Io amo Londra e la vita londinese, ma senza odiare o rinnegare quella italiana.

Insomma, credo che le due cose possano andare benissimo d' accordo.

In poche parole: sono felice di essere qui, ma lo sarei anche a casa mia, in modo diverso ovvio.

Non sono quella che va in giro urlando al mondo 'Sono italianaaa!', ma se me lo chiedono gli rispondo.

Del resto non c'è niente da vergognarsi a dire di essere italiani.

Siamo ancora in tempo per fare vedere a questi londinesi che non esistono solo italioti tutti pizza/mafia/berlusconi, ne sono convinta.

Come oooon!



Ha anche stile la divisa, cosa voglio di più? 

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