01/12/12

GIORNO 39: sharing

Stasera sola soletta a casa.

Dopo un tranquillo pomeriggio a Camden con l' Emma e dei suoi amici di Reggio se ne sono andati tutti a ballare.

E' venerdì del resto.

L' Emma, Fede e anche Amine, il ragazzo francese della stanza accanto.

Il Fabric chiama e loro rispondono alla grande.

Faccio la persona responsabile e visto che domani lavoro questa sera a letto presto.

Vorrà dire che uscirò domani, non è la fine del mondo.

Tanto il Fabric è sempre lì, avrò anche io le mie opportunità di divertirmi.

Piuttosto spero proprio di lavorare nella sala dell' altra volta domani, vista stadio.

Domani scende in campo lo United di Rooney e io non voglio perdermelo.

Ma soprattutto spero che quando tornano quei tre disgraziati non mi sveglino perchè sennò non mi riaddormento più.

Condividere una camera in tre non è facile.

Ognuno ha le sue cose, le sue manie, le sue abitudini e non è sempre facile incastrarsi.

La convivenza non è mai stata facile.

C'è chi è del partito di Chardonne che sostiene 'Vivere insieme è ferirsi l' un altro'.

Io non voglio essere così pessimista, ma di certo bisogna ammettere che la convivenza tira fuori il peggio di noi.

Sta sempre al nostro autocontrollo capire quando si tratta di smettere, comprendere, perdonare.

Ho sempre avuto una grande pazienza in fatto di rapporti umani.

Londra la sta mettendo a dura prova, ma per ora è ancora lei a spuntarla.

Per loro ha inizio una notte brava a Shoreditch, sulla mia giornata cala invece il sipario.

Sui miei occhi cala la mascherina e tutti i pensieri scompaiono con il sonno.

Buonanotte Londra.














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