12/11/12

GIORNO 20: british english

E' una vita che odio la domenica.

Non c'è mai niente da fare.

La sua unica funzione è sempre stata ricordarti che il weekend era finito ed era ora di ritornare a scuola.

Si limitava a quello, insomma.

Oggi c'era il sole per cui girettino in downtown.

Come smettere di odiare la domenica in una semplice mossa: traferirsi a Londra.

La nostra meta preferita: Soho e Covent Garden come al solito.

Ci passo la metà del mio tempo praticamente, ma ogni volta scopro negozietti nuovi o boutique interessanti.

Ho addirittura mangiato per la prima volta nella mia vita un cup cake, preso nei negozietti di Covent Garden ovvio.

E poi io e David amiamo il Natale quindi camminare per le strade del centro in questo periodo è ancora più piacevole.

Ci sono illuminazioni, alberi di natale e decorazioni ovunque.

Oooh yes, Grinch mi dispiace ma Londra non fa per te.

L' unica nota negativa dell' uscire con David è capire ogni giorno di più quanto il mio inglese faccia schifo.

Ma del resto non posso competere con uno che parla tre lingue, ha visto mezzo mondo e vissuto in un terzo.

Shock numero uno: si può vivere a Londra anche senza sapere l' inglese.

Shock numero due: l' inglese, checchè se ne dica, non è una lingua facile.

O meglio. E' facilissimo da imparare male, ma difficilissimo da parlare bene.

Logica conseguenza: adattarsi al proprio accento alla Don Vito Corleone dei poveri.

(Perchè anche se siamo di Cuneo, all' orecchio inglese noi parliamo tutti come nel Padrino)

D' accordo, è raro avere la fortuna di essere meticcio e quindi bilingue (David ti odio), o avere il dono dell' orecchio musicale e riuscire quindi a modulare i suoni come un usignolo.

Uno fa quel che può.

Il trucco però è cercare di non cedere alla pigrizia.

Quando dico che si può vivere a Londra anche senza sapere l' inglese ovviamente esagero.

Dieci frasi in croce per la sopravvivenza sono essenziali.

Il punto è proprio questo.

La città, da brava metropoli globale, custodisce al suo interno ogni tipo di comunità.

Gli italiani non fanno distinzione.

Quindi, se non si sta attenti, si finisce per frequentare solo i propri connazionali.

Nel Regno Unito chiunque può importare i propri usi e costumi.

Londra è la vera babele delle religioni, per esempio.

Moschee e sinagoghe fanno parte del panorama come il sole e la luna.

Insomma, ci sono tanti stranieri, alcuni l' inglese lo parlano bene, altri meno.

Ma il problema vero è avere a che fare con i londinesi veri veri.

Il londinese DOC, di norma, non è snob come un parigino, ma non è nemmeno un samaritano.

Non è scortese dentro, è che gli manca il tempo.

Quindi fateci l' abitudine a essere trattati con sufficienza se il vostro inglese è scarsino.

Del resto cerchiamo di metterci nei loro panni: ovunque vada, un londinese medio ha a che fare con qualcuno  che parla male la sua lingua o con un accento molto marcato.

Poi, uno può anche dire che questi inglesi tre parole di un altra lingua potrebbero pure impararle.

Ma va così, è il loro turno.

C'è stato un momento in cui si parlava greco, poi latino, arabo, italiano (oh yes, nel Rinascmento eravamo noi a tirarcela) quindi francese - la lingua dell' elite fino a un secolo fa.

Ma nel novecento si è imposto l' inglese come lingua globale.

Game over? E chi lo sa.

Magari i nostri nipoti parleranno cinese o portoghese, chissà!

Comuqnue sia i britannici a casa loro parleranno sempre inglese.

Quindi sotto a chi tocca.


Uscire di casa con il sole, uscire dalla tube con il buio. 


Non si capisce molto. Ma le cycles si chiamano Pellets. Chi può capire capisca.


Albero di Natale a Covent Garden.
God save the christmas <3


Decorazioni di Natale. Sempre Covent Garden. This is love.


My cupcake. Covent Garden.

3 commenti:

  1. "Persone e discorsi poco interessanti peggiorano il tuo inglese". E' da qualche giorno che quest'idea mi perseguita come un mantra. Sì, perché le (pochissime) volte che qualcuno mi fa una banalissima domanda interessante, scopro di avere un inglese accettabile che non va a divorare il "tempo" di colui che mi sta ascoltando.

    Ciaociao

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  2. scusa non ho capito il commento... forse sono io che sono stupida (probabilissimo!)

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  3. Il commento è semplicemente riferito a tutto quello che hai scritto nel post. Quando ho letto: "Il londinese DOC, di norma, non è snob come un parigino, ma non è nemmeno un samaritano. Non è scortese dentro, è che gli manca il tempo. Quindi fateci l'abitudine a essere trattati con sufficienza se il vostro inglese è scarsino." ho subito pensato alla poca pazienza (= 'tempo') degli inglesi nel cercare di capirti nonostante la tua pronuncia sia lievemente raffazzonata o la costruzione delle frasi risulti alle loro orecchie un po' inopportuna.

    Chiaro, ora? :)

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