03/11/12

GIORNO 12: welcome to west


Quando si dice o tutto o niente.

Sono dieci giorni che non faccio nulla poi arriva questo weekend e ho mille cose da fare.

Devo curare le mie bolle innanzi tutto se non voglio morire di reazioni allergiche.

Infatti sono tornata dal medico che mi ha riempito ancora di più di farmaci.

Mi saluta dicendomi: 'Buon weekend Francesca e attenta con l' alcol'.

Ok. Mi hanno beccata anche qui. Eh niente.

Poi aggiungiamo l' attività regina del weekend. Have fun.

Ma riguardo le serate del nostro secondo fine settimana britannico farò un resoconto a weekend finito, se siamo sopravvissuti, ovviamente.

Dopo ospedale e club l' altra mia occupazione del weekend è stata.....

...rullo di tamburi.

Il mio primo lavoro londinese.

Stamattina, infatti, dopo solo due ore e mezza di sonno la mia sveglia è suonata per ricordarmi che era ora di andare alla scoperta del fantastico west.

Che sorpresa.

Per me che abito nella povera e semplice zona est venire qui è stata una cosa strabiliante.

Noi abitiamo a nord est per la precisione e la meta di stamttina era Wimbeldon, la patria del tennis mondiale.

A sud ovest mannaggia.

Due ore di viaggio tonde tonde.

Potevano dimezzarsi a una soltanto, ma mi sono scordata di consulatare il sito tfl stamattina.

(Per chi non fosse un super esperto della capitale britannica la metroplitana di Londra sta attraversando un periodo di profonde ristrutturazioni per essere messa al passo con il XXI secolo. Questo significa che alcune linee non funzioneranno nel fine settimana o lo faranno a servizio ridotto. Alcune fermate potranno poi essere chiuse per brevi periodi di tempo, così come i tunnel di connessione tra una linea e l' altra. E' una scocciatura, si. MA pensate che la metropolitana di Londra nasce nel 1863, ovvero due anni dopo l' Unità d' Italia. Si tratta dunque del sistema di trasporto sottorraneo più antico al mondo e oggi i suoi binari si estendono per circa 249 miglia, a Parigi sono "solo" 133. Detto questo la metro di Londra, con il suo inconfondibile stile e con il suo fascino, è un' opera ingegneristica straordinaria, una delle più strabilianti infrastrutture mai realizzate dall' uomo e, soprattutto, un' inseparabile alleata. E' grazie alla Tube se si può fare a meno dell' automobile.  Risulta fondamentale la consultazione del sito Transport for London ogni giorno. Qui infatti si trovano tutte le informazioni riguardo ai lavori nella tube, i famigerati engineering works. Anche il nome è brutto.) 

Bè insomma dopo due ore di bus e tube sono arrivata in quest' isola felice chiamata Wimbledon, uno di quei posti che credi possano esistere solo nei film.

Il thames è pulito; le sue acque sono prese di mira dai fanatici del canottaggio e le sue rive dalle mamme con i passeggini. Specialmente in giornate di sole come questa.

Ci sono ovunque parchi e spazi verdi, le strade sono pulite e le casette tutte uguali e intonacate alla perfezione.

Passeggiare per le strade di Wimbledon fa stare bene, ma è stato ancora più piacevole prendere parte al mercatino di quartiere. (L' unico fattore negativo deriva dall' essermi dimenticata a casa la macchina fotografica per cui non ho nessuna foto di oggi, ma ci tornerò senza dubbio.)

Il mio lavoro di stamattina consisteva nel vendere prodotti italiani come pasta fresca e pesto artigianale alle sorridenti famigliole di Wimbledon, tutte ovviamente più che benestanti.

E' stata una bellissima mattinata. E tra l' altro ho guadagnato anche tanto perchè 8,5 pounds all' ora più le mance non è affato male visti gli standard (Federico al burger King prende 4,96).

Sto scrivendo questo post mentre ritorno da Wimbledon appunto, nella mia dolce oretta di tube quotidiana.

In quella di andata ovviamente ho dormito.

Stavo già pensando alle mie sei orette di sonno che mi aspettavano a casa.

Ma era troppo bello per essere vero.

Infatti un secondo fa mentre cambiavo precipitosamente la metro il mio cellulare è caduto per terra, si è aperto e come succede solo nei film la batteria è andata rallentando verso il binario e si è fermata giusto un centimetro dopo quello limite.

Insomma ho un cellulare senza batteria ora. Utile.

Sono stata in un negozio a Victoria Station e mi hanno detto che nessuno vende batterie nel regno unito e devo comprarla su amazon (un sito internet che ignoravo fino a un secondo fa).

Bello schifo.

A questo punto torno a casa. Spero che l' Emma possa prestarmi il suo secondo cellulare per stasera poi appena ho un attimo di tempo domani ne compro uno nuovo scassissimo mentre aspetto che mi arrivi la batteria nuova.

I piani per stasera sono folli quanto semplici. Mi sveglio alle 11, ceno, mi preparo e io e Federico vogliamo andare in un club al London bridge.

Serata techno elettro. 10 sterle in lista.

Unico piccolo dettaglio: è un after.

From 1 to 12.

Io mi accontenterò di uscire alle 8, passare da casa, cambiarmi e presentarmi come se nulla fosse alle 9 e 30 al lavoro.

Un altro mercatino, che però è a 20 minuti da casa mia, questa volta.

I ritmi di Londra distruggono mente e corpo, ma cosa ci stai a fare in casa quando fuori c'è un mondo così che ti aspetta?




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